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VARESE
– 150° ANNIVERSARIO DELLA BATTAGLIA DI BIUMO
Varese, 26 Maggio
2009 – Grandissimo successo per le celebrazioni della battaglia di
Biumo in cui, il 26 Maggio 1859, i Cacciatori delle Alpi guidati da
Garibaldi sconfissero gli austriaci del Generale Urban e liberarono
Varese.Per celebrare al meglio la ricorrenza è sorto il comitato “XXVI Maggio”, presieduto dal Gen. Avv. Giovanni Valcavi e coordinato da alcune illustri personalità varesine tra cui Luigi Barion, Vincenzo Bifulco, Angelo Monti, che con tenacia ed organizzazione ha trasformato una ricorrenza patriottica in un evento di prim’ordine per il capoluogo lombardo. Al Comitato hanno aderito rappresentanti di tutte le forze politiche (ad eccezione della Lega) ed sono stati espressi moltissimi consensi nella società civile. L’unione Monarchica Italiana ha aderito ufficialmente, portando le Bandiere del Regno in Piazza, e il Capo di Casa Savoia ha mandato un messaggio al Comitato. La manifestazione è cominciata nel tardo pomeriggio in piazza del Podestà (sotto la storica sede della Lega lombarda) ed è stato reso omaggio al monumento raffigurante il Garibaldino. ![]() L’evento, che ha ricevuto il patrocinio del Senato, della Regione Lombardia e del Comune di Varese, ha visto la partecipazione del Ministro della Difesa Ignazio La Russa che, dopo aver deposto una corona di fiori al “Garibaldino”, ha ricordato l’importanza di queste ricorrenze che hanno portato all’unità della Patria. Le bande di Capolago e di Castiglione Olona hanno suonato il Silenzio e Fratelli d’Italia. Appena il gruppo storico in divisa risorgimentale ha sparato tre cariche a salve, una scrosciante pioggia è cominciata a cadere e ha fatto ritardare di qualche minuto la partenza. Non curanti dell’acqua, il corteo si è formato per raggiungere piazza XXVI Maggio a Biumo inferiore, luogo in cui si compì la battaglia commemorata.
La banda di Castiglione Olona ha aperto il corteo, seguita dai ragazzi
della scuola media Righi e della scuola materna di Biumo, il picchetto
dell’Esercito, i numerosissimi labari degli enti locali, la Croce
Rossa, i Vigili del Fuoco, le Associazioni d’Arma, l’Unione Monarchica
Italiana, il gruppo Bosino, il gruppo storico in costume, numerosissimi
cittadini e la banda di Capolago.Per tutto il percorso del corteo, che si è snodato per circa un chilometro, vi sono state manifestazioni di simpatia da parte dei cittadini (riparati sotto i portici) e tutti i commercianti hanno esposto un tricolore –spesso sabaudo- nelle vetrine. Le bandiere dell’U.M.I. sono state accolte con interesse e simpatia e i coordinatori Davide Inversini, Alessandro Pezzana e Davide Colombo non sono riusciti ad accontentare le richieste di tutti i ragazzi che volevano sfilare con il tricolore sabaudo. A circa metà corteo un violento acquazzone ha letteralmente disperso i partecipanti che hanno cercato riparo nei portici circostanti. Gli unici che stoicamente hanno sfidato le intemperie inzuppandosi senza batter ciglio sono stati i militari, alcuni vigili che portavano dei gonfaloni e i giovani dell’U.M.I. che hanno continuato a far sventolare le bandiere anche sotto l’acqua. Per evidenti questioni metereologiche i discorsi commemorativi, anziché tenersi nella piazza XXVI Maggio, si sono tenuti al
coperto presso l’ampia sala dell’oratorio di Biumo, gentilmente messa a
disposizione dal parroco Don Pino.All’interno della sala il Comitato ha reso noto che è stata conferita allo stesso la Medaglia di Bronzo della Presidenza della Repubblica. Anita Garibaldi ha tenuto un accorato intervento sulla figura del bisnonno e del messaggio di allora ancora attuale ai giorni nostri. Ha portato il saluto il sindaco di un altro comune storico per le gesta garibaldine: San Martino della Battaglia. Fra i moltissimi messaggi di adesione giunti, Luigi Barion ha dato lettura dei più significativi: quello del Console Austriaco, il messaggio di S.A.R. il Principe Amedeo di Savoia, del Presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi e del governatore lombardo Roberto Formigoni. Il Prof. Robertino Ghiringhelli, Docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha concluso la manifestazione analizzando alcuni aspetti della battaglia di Biumo. Grande risalto dell’iniziativa sulla stampa locale. GALLERIA FOTOGRAFICA 1 GALLERIA FOTOGRAFICA 2 ![]() MESSAGGIO DI S.A.R. IL PRINCIPE AMEDEO DI SAVOIA AL COMITATO XXVI MAGGIO IN OCCASIONE DEL 150° ANNIVERSARIO DELLA BATTAGLIA DI BIUMO
Varesini!
Tra il 23 e il 28 maggio 1859 i Cacciatori delle Alpi mostrarono nelle vostre terre il valore della partecipazione popolare alla guerra per l’indipendenza e l’unità d’Italia. Ce lo ricordano i messaggi inviati in quei giorni da Giuseppe Garibaldi a Nino Bixio, al Conte Camillo Cavour e a Re Vittorio Emanuele II. Da Varese, il 26 maggio, il Generale scrisse al primo ministro: “Tutta la gioventù accorse a prendere le armi e a difendere le barricate; la popolazione rispondeva coi gridi di viva l’Italia, viva Vittorio Emanuele ai colpi di cannone. Le campane suonavano a stormo in Varese e nei villaggi vicini”. Da Como il 28 maggio Garibaldi informò Cavour e il Re che gli asburgici ormai erano in rotta. Ricordiamo le pagine fondamentali della lotta per l’indipendenza perché l’unificazione italiana fece da modello per tutte le nazioni che aspiravano alla propria libertà e rivendicavano il diritto alla propria identità: lingua, tradizioni e costumi, all’insegna della fratellanza tra i popoli d’Europa. La Nuova Italia non nacque contro gli austriaci o altre genti: essa si affermò per far compiere a tutti un passo avanti sulla via della libertà. I combattimenti di Varese del 25 e 26 maggio 1859 provarono che il Risorgimento non fu affatto un’impresa di una minoranza né, tantomeno, di un Sovrano e di una cerchia di militari isolati dalla Nazione: esso fu espressione della volontà e della partecipazione popolare, fondamento indispensabile per la nascita e la solidità dello Stato. L’esempio luminoso dei successi di 150 anni orsono ci aiuti a guardare con fiducia al superamento delle difficoltà odierne. Se sapranno essere uniti, come lo furono allora, gli Italiani sapranno vincere ogni ostacolo. Con animo grato verso i nostri avi ripetiamo con Umberto II “Italia innanzi tutto!”. Castiglion
Fibocchi, 26 Maggio 2009
Amedeo di
Savoia
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