U.M.I. - Unione Monarchica Italiana
LA PRESENTAZIONE DELL’ANNUARIO DELLA NOBILTÀ ITALIANA IN TUTTA ITALIA ALLA PRESENZA DEL CAPO DI CASA SAVOIA E DEI VERTICI DELL’U.M.I.

I Principi Amedeo e Aimone con Borella e FazzariCon grande successo si sono svolte le giornate di presentazione della XXXI edizione dell’Annuario della Nobiltà Italiana, monumentale opera che raccoglie informazioni storiche e genealogiche su 48.000 casati italiani, onorata della prefazione di S.A.R. il Principe Amedeo di Savoia, Capo della Real Casa. Le giornate si sono sviluppate in cinque appuntamenti presso altrettanti luoghi di prestigio alla presenza di un folto ed attento pubblico: Venezia, Roma, Napoli, Milano e Torino. La prima conferenza si è svolta a Venezia, il 29 ottobre 2011, presso il Vestibolo Sansoviniano della Biblioteca Nazionale Marciana, Piazzetta San Marco 13/a, nella preziosa sala decorata da statue romane. Il dott. Stefano Frassetto, dell’Ufficio Acquisizioni della Biblioteca Nazionale Marciana, ha fatto gli onori di casa, portando i saluti del direttore e, nel corso del suo applaudito intervento, ha spiegato l’importanza dell’Annuario della Nobiltà Italiana, ha illustrato i pregi di questa opera che raccoglie milioni di informazioni su famiglie nobili italiane e che costituisce il lavoro scientifico più completo nel suo genere. Frassetto ha ricordato che la Biblioteca possiede la serie dell’Annuario della Nobiltà Italiana sin dal suo primo numero apparso nel 1879. Frassetto ha altresì ricordato che l’Annuario della Nobiltà Italiana è opera assai consultata nella Biblioteca tanto che è esposta fra le guide di riferimento storico, a scaffale aperto. Ha voluto ringraziare, a nome dell’attuale direttore della Biblioteca Nazionale Marciana ,dott.ssa Maria Letizia Sebastiani, e del precedente direttore, dott. N.H. Marino Zorzi (patrizio veneto ed esponente di famiglia descritta - da secoli – nei volumi dell’Annuario) l’editore dell’opera, Andrea Borella, per il dono fatto alle collezioni librarie della Biblioteca dell’ultima edizione monumentale, strutturata in quattro imponenti volumi (esposti nella salaLa presentazione a Venezia durante la presentazione per la consultazione). L’editore dell’Annuario, Andrea Borella, ringraziando per l’opportunità offerta di presentare l’ultima edizione dell’Annuario in una cornice così bella e densa di storia quale è l’Antisala della Libreria Sansoviniana (nel magnifico soffitto si può ammirare un dipinto di Tiziano Vecellio, del XVII secolo, che rappresenta la Sapienza). Partendo dall’ultima edizione “monumentale” dell’Annuario, pubblicata in occasione dei 150 anni dell’unità d’Italia, che raccoglie circa 5.800.000 dati genealogici e biografici di oltre 48.000 famiglie italiane, estinte e fiorenti., Andrea Borella ha ricostruito, anche grazie all’ausilio di oltre 300 immagini digitali proiettate, l’origine dei repertori genealogici e nobiliari: partendo dalle prime raffigurazioni di cronologia dei sovrani in Mesopotamia (Sumeri, tra i fiumi Tigri e Eufrate), nella valle del Nilo (Antico Egitto, lungo il fiume Nilo), in Cina e nelle prime civiltà della valle dell'Indo per giungere, attraverso lo sviluppo della genealogia, dell’adattamento allo stile lineare con le abbreviazioni convenzionali all’invenzione della stampa e, quindi, alla comparsa dei calendari, degli almanacchi con rubriche genealogiche ed, infine, degli annuari e repertori genealogici periodici, sino ai repertori compilati ai nostri giorni, percorrendo una storia lunga oltre 5000 anni. Borella ha illustrato l’antichità del concetto di genealogia e la miriade di almanacchi genealogici e repertori nobiliari periodici presenti, nel ‘700 e nell’‘800, in Italia ed in Europa ed anche che il primo esempio di repertorio genealogico periodico, dedicato alla nobiltà di un singolo Stato, nacque nel XVIII secolo proprio a Venezia. Alla fine della conferenza ha preso la parola il Conte Ranieri Da Mosto che ha parlato in rappresentanza dell’antico Patriziato Veneto (la famiglia Da Mosto è antichissima in Venezia e ricoprì nei secoli le cariche riservate ai Patrizi della Serenissima) ed ha ricordato il contributo di vite offerto anche dai Patrizi Veneti e della Nobiltà Italiana tutta alla causa della Unità d’Italia. Numerosi gli esponenti della nobiltà veneta ed austriaca e gli studiosi di genealogia e storia presenti a questo appuntamento. La successiva presentazione dell’Annuario si è tenuta a La presentazione a RomaRoma, l’11 novembre, presso la Biblioteca Casanatense, Salone Monumentale, una delle tre biblioteche storiche e monumentali pubbliche ubicate nel centro della città di Roma, alla quale ha partecipato, in qualità di apprezzato conferenziere Sergio Boschiero, segretario dell’U.M.I. Ha portato il suo saluto la dott.ssa Iolanda Olivieri, direttrice di questa antica e bellissima Biblioteca, ringraziando l’editore Andrea Borella per il dono dell’ultima edizione dell’Annuario della Nobiltà Italiana, già a disposizione del pubblico per la consultazione e complimentandosi per la pubblicazione di questa edizione, senza paragoni con quanto pubblicato sino ad oggi in Italia e nel Mondo come repertorio per vastità, complessità e completezza. Ha proseguito la conferenza la dott.ssa Laura Giallombardo, bibliotecaria della Casanatense e Responsabile del Fondo araldico che ha parlato dei fondi araldici della Biblioteca Casanatense, fondo fra i più ricchi d’Italia e d’Europa, delle loro peculiarità e del progetto completato di informatizzazione ed accesso remoto degli stessi attraverso il sito internet della Biblioteca stessa. La dott.ssa Giallombardo ha voluto sottolineare più e più volte l’immensa mole di dati raccolti ed ordinati nell’Annuario della Nobiltà Italiana e specificatamente in questa ultima edizione. Sergio Boschiero, segretario nazionale dell'Unione Monarchica Italiana ha preso quindi la parola ricordando che questa presentazione romana dell’Annuario della Nobiltà Italiana, pubblicato questa in occasione dei 150 dell’Unità d’Italia o, meglio, della proclamazione del Regno d’Italia, cade nel giorno dell’anniversario del genetliaco di Sua Maestà Vittorio Emanuele III Re d’Italia nella curiosa data dell’11.11.2011. Boschiero ha poi voluto leggere il significativo «Discorso della Corona» del 27 novembre 1871 del Re Vittorio Emanuele II di Savoia (Torino, 1820 – Roma, 1878), padre della Patria, ultimo Re di Sardegna (dal 1849 al 1861) e il primo Re d’Italia (dal 1861 al 1878), discorso illuminato per la profondità, per la densità dei significati ed ancor oggi in gran parte attuale. Andrea Borella ha parlato dell’ultima edizione dell’Annuario della Nobiltà ricollegandosi poi ad un suo saggio, di prossima pubblicazione, sui repertori nobiliari, dagli albori della storia sino ai nostri giorni e gli Almanacchi nobiliari periodici nel Mondo, dal XVII al XXI secolo, che ha annunciato di voler donare a tutti i partecipanti alle presentazioni che ne facciano richiesta, ha accennato anche agli altri repertori genealogici e nobiliari periodici da lui diretti, compilati e fondati, e di quelli storici un tempo esistenti, oppure ancor oggi sussistenti, in certi Stati del Mondo. Lunghi applausi del pubblico, composto da personalità di spicco nel panorama dell’araldica e dell’antica aristocrazia italiana ed anche europea, hanno salutato l’editore dell’Annuario che ha promesso di ripresentare a Roma, in altra conferenza, l’Enciclopedia Genealogica delle Famiglie Reali nel Mondo, altra sua iniziativa editoriale in corso di pubblicazione in oltre 100 volumi. La successiva giornata di presentazione si è tenuta invece a La presentazione a NapoliNapoli il 19 novembre, presso la Cappella della Fondazione del Real Monte Manso di Scala, ricca di opere d’arte. Ha portato il suoi saluti e il benvenuto ai conferenzieri (Alessandro Sacchi, Giovanni Grimaldi ed Andrea Borella), agli ospiti ed agli esponenti delle nobili famiglie montiste presenti, il Marchese Don Francesco Brancia Principe di Apricena, Governatore Decano del Real Monte Manso, antichissima e benefica istituzione napoletana fondata il 20 giugno 1608. Ha quindi preso la parola l’avv. Alessandro Sacchi, Presidente Nazionale dell’Unione Monarchica Italiana, che ha parlato della storia della Monarchia, dei Re d’Italia e dei rapporti con Napoli, ha ricordato il  concetto di nobili (aristòi), di monarchia e la necessità e di vantaggi che ci sarebbero nell’averne una in Italia anche oggi, accennando anche alla questione dinastica in un intervento particolarmente riuscito ed applaudito. Ha preso quindi la parola Giovanni Grimaldi, studioso di genealogie di famiglie campane  e membro del Comitato Scientifico dell’Annuario della Nobiltà Italiana che ha tracciato, in un lungo ed interessante excursus storico – critico, di alto valore documentale e di ricerca storica, le vicende, le peculiarità e la tipologie delle varie nobiltà, fonti di nobiltà e accesso alle stesse nel corso dei secoli in Italia, spiegando il significato dell’appartenenza alla nobiltà nel corso dei secoli,e cenni sulla genealogia genetica. Andrea Borella ha illustrato l’importanza delle fonti nobiliari genealogiche a stampa per la conservazione dei dati e dell’identità storico culturale dei nobili e lodando l’iniziativa del Real Monte Manso che ha voluto stampare una nuova edizione del volume “Genealogie delle Famiglie ascritte al Real Monte Manso di Scala”, fortemente voluto dai Governatori in carica, molti dei quali presenti alla conferenza, ossia il Marchese Don Francesco Brancia Principe di Apricena ( Governatore Decano), Don Ignazio Frezza Duca di San Felice, Don Giuseppe Carignani di Carignano dei Duchi di Novoli, Don Alessandro dei Marchesi Buccino Grimaldi e Don Augusto Cattaneo della Volta dei Principi di Sannicandro, mentre la parte genealogica è stata curata con grande competenza, a detta dello stesso Borella, da Don Giuseppe Carignani di Carignano dei Duchi di Novoli. L’editore Andrea Borella ha spiegato l’importanza, nel panorama della conservazione della memoria delle antiche tradizioni familiari nobiliari e per la coscienza del retaggio storico, dell’esistenza e dell’attività di Istituzioni benemerite come il Real Monte Manso e la grande importanza di iniziative come quella qui accennata per la conservazione e l’aggiornamento dei dati genealogici e biografici e, quindi, della sopravvivenza della stessa memoria. Borella ha quindi allargato il discorso passando ricollegandosi all’attività svolta, a livello nazionale, dall’Annuario della Nobiltà da lui diretto, giunto alla XXXI edizione (attualmente è in preparazione la XXXII edizione) e passando a descrivere i risultati delle sue ricerche nel campo degli antichi e moderni repertori genealogici e nobiliari periodici nel mondo. Volendo dare spazio al dibattito si è contenuto l’intervento in mezz’ora. E’ seguito quindi un lungo ed interessante dibattito che ha toccato vari argomenti quali i repertori genealogici, le Leggi Dinastiche di Casa Savoia e le peculiarità dei vari repertori nobiliari esistenti oggi nel mondo. Fra gli interventi e le domande più interessanti rivolte a Borella si ricordano qui quelle dell’avvocato Alessandro Sacchi, co-conferenziere, del Governatore del Real Monte Manso Marchese Don Francesco Brancia Principe di Apricena, di Don Landolfo Caracciolo di Melissano Principe di Scanno, Duca di Barrea, Marchese di Amorosi e Marchese di Taviano e di tantissimi altri. Lunghi applausi del folto pubblico, composto da personalità rappresentative dell’antica nobiltà partenopea, molte delle quali associate al Real Monte Manso, oltre a quella già ricordate, anche dal Duca Catemario di Quadri, dal Nobile Antonio di Palma Castiglione, dal Duca Don Giuseppe Marulli d’Ascoli, Don Ernesto Capece Minutolo di Canosa, Principe di Canosa, Don Andrea Giovene dei duchi di Girasole,  Conte Don Massimo Patroni Griffi di Calvi, Nobile Emiddio de Franciscis di Casanova, Padre Andrea Davide Cardin dell’Abbazia di Montevergine, Duca Don Giannandrea Lombardo di Cumia, Don Francesco Giusso dei duchi del Galdo, Barone Francesco Lombardo di San Chirico  e da studiosi di genealogia e di araldica che sarebbe troppo lungo elencare.

La presentazione a MilanoIl 24 novembre è seguito l’appuntamento di Milano, nella Sala Weil Weiss presso la Biblioteca Trivulziana e Archivio Storico Civico, situati nel Castello Sforzesco, cortile della Rocchetta Viscontea, alla presenza delle LL.AA.RR. il Principe Amedeo di Savoia, Duca di Savoia e del Principe Aimone, Duca delle Puglie e Duca d’Aosta. Conferenzieri d’eccezione dell’incontro sono stati S.A.R. il Principe Reale Amedeo di Savoia, Capo della Real Casa di Savoia e autore della nota introduttiva al volume e Suo figlio, S.A.R. il Principe Reale Aimone, Duca delle Puglie e d’Aosta, oltre all’editore dell’Annuario Andrea Borella, a Fabio Fazzari e alla direttrice della Biblioteca Trivulziana dott.ssa Isabella Fiorentini. I Principi Reali, ed il numeroso pubblico presente, sono stati accolti dalla direttrice della Biblioteca Trivulziana del Castello Sforzesco ed Archivio Storico Civico di Milano dott.ssa Isabella Fiorentini, che ha fatto gli onori di casa lodando la vastità e la completezza dell’Annuario della Nobiltà Italiana. Il dott. Fabio Fazzari, segretario dell’Unione Monarchica Italiana per Monza e la Brianza, ha condotto un interessantissimo intervento sui pregi che avrebbe la monarchia anche nel contesto della difficile situazione italiana ed internazionale, alla stabilità ed alla continuità ed ha accennato della peculiare situazione del Belgio, Paese che, seppur privo di un Governo da 526 giorni, ossia dal 2009, grazie alla prestigiosa presenza del Sua Maestà il Re Albert II del Belgio e della Casa Reale Belga, riesce egregiamente a condurre quotidianamente la vita dello Stato (era presente in sala l’Araldo Reale del Regno del Belgio S.E. Jean Paul Springael) ed ha spiegato l’importanza che l’Annuario, unica opera del suo genere, ha per l’Italia nell’ottica di tenere vive la memoria e la tradizione delle famiglie nobili italiane. S.A.R. il Principe Reale Amedeo di Savoia ha lodato l’impostazione scientifica, storica e repertuale dell’Annuario della Nobiltà, opera che – ha ricordato il Capo di Casa Savoia - raccoglie informazioni su famiglie nobili e notabili ed è da considerarsi il lavoro scientifico più completo nel suo genere. L'opera tratta ampiamente anche della questione dinastica nella Real Casa di Savoia e indica come, per le leggi della Famiglia Reale, il Capo del Casato oggi sia S.A.R. il Principe Reale Amedeo di Savoia, Duca di Savoia. Sua Altezza ha tenuto particolarmente a sottolineare che sono state inserite nell’Annuario tutte le famiglie dell’aristocrazia ebraica italiana. S.A.R. il Principe Reale Amedeo ha tenuto a sottolineare che, anche in questa edizione, come per la precedente, grazie all’opera di ricerca condotta dall’editore dell’Annuario della Nobiltà Italiana, sono state rintracciate altre famiglie di origine ebraica che erano stateLa presentazione a Milano cancellate da altri repertori genealogici e completati i loro dati genealogici, biografici e storici nell’ottica di una conservazione del patrimonio morale di quelle casate. L’editore dell’Annuario, Andrea Borella, ha ringraziato i Principi Reali ed il pubblico presente e la direzione della Biblioteca per l’opportunità offerta di presentare l’ultima edizione dell’Annuario in una cornice così bella e densa di storia quale la Sala Weil Weiss della Trivulziana che custodisce i tesori di legatura d’arte donati dal filantropo e collezionista Barone Weil Weiss di Lainate; ricollegandosi alle parole di S.A.R. il Principe Amedeo di Savoia, Borella ha raccontato la storia e le sciagure che colpirono i figli del Barone, perseguitati in quanto ebrei dalle leggi razziali fasciste tra il 1938 e il primo quinquennio degli anni quaranta, Borella ha ricordato le grandi opere di beneficenza condotte dagli ebrei nel corso della storia, ed in particolare durante il Regno d’Italia, e la riconoscenza dimostrata dalla Casa Reale di Savoia con la concessione anche di titoli nobiliari per tali atti di filantropia e di bontà, come nel caso del Barone Giuseppe Weil Weiss di Lainate ( 1863-1939) pure duramente colpito con la sua famiglia da tali infami leggi, leggi volute ma solo dal regime fascista ma non dalla Real Casa di Savoia che, anzi, in ogni tempo volle premiare i meriti anche degli esponenti della comunità ebraica come nel caso dei Weil Weiss, dei Franchetti, dei Camondo, degli Ottolenghi, dei Levi, dei Todros e di tanti altri. L’attuale edizione dell’Annuario, in quattro volumi di grande formato, e contenente oltre 6.000.000 di dati genealogici su oltre 48.000 famiglie in 8400 pagine, rappresenta il maggiore repertorio genealogico dato alle stampe da sempre a livello mondiale e censisce similmente il maggior numero di famiglie nobili italiane di religione ebraica o di origine straniera. L’editore ha dato notizia che alla campagna di aggiornamento dei dati genealogici e biografici presenti nell’Annuario hanno aderito oltre 22.000 nobili italiani, aggiornamenti che si sono aggiunti alle ricerche condotte dallo stesso editore e dal gruppo di circa 100 volontari, esperti di araldica e genealogica, che compongono il Comitato Scientifico dell’Annuario della Nobiltà e che sono coordinati dallo stesso Borella. Al giorno d’oggi abbiamo circa 120 mila nobili italiani, dispersi in 140 Nazioni del Mondo che si sono trasferiti principalmente per esigenze di lavoro.

La presentazione a TorinoInfine il 26 novembre è stata la volta dell’ultima presentazione di questa edizione a Torino, Palazzo Graneri della Roccia, luogo ricchissimo di memorie risorgimentali e cavouriane, si è tenuto l’ultimo appuntamento di quest’anno del ciclo di presentazioni della XXXI edizione dell’Annuario della Nobiltà Italiana. Per quest’ultimo appuntamento i conferenzieri sono stati Oliviero Rota, e l’editore dell’Annuario della Nobiltà Andrea Borella. Rota ha parlato dell’origine dell’Annuario della Nobiltà nell’800 e della bellezza e preziosità di questa edizione ed ha ricordato che la prima pubblicazione di questo periodico dedicato alla genealogia delle famiglie nobili italiane uscì infatti nel 1879 mentre nel 2000 venne fondata la nuova serie dell’Annuario, in due volumi, a cura di Andrea Borella per la casa editrice SAGI che cerca di conservare, aggiornare i dati dei discendenti e degli antenati delle famiglie nobili italiane. Quale premio di tale impegno, senza precedenti, il comune di Torino, patrocinò la XXX edizione dell’Annuario che venne presentata nel dicembre 2007 alla presenza di S.A.R. il Principe Amedeo di Savoia presso Palazzo Lascaris, sede del Consiglio Regionale del Piemonte. L’editore Borella ha tenuto un articolato intervento, con supporti multimediali, sugli antichi repertori nobiliari piemontesi e sulla storia dell’Almanacco di Gotha. Borella, curatore di ben 48 annuari periodici della nobiltà nel mondo, ha sottolineato a l’importanza della memoria di ceto e la necessità di svolgere paragoni con altri stati. Per esempio in Spagna esistono ancora le successioni nobiliari femminili del titolo mentre in Giappone, Cina, Thailandia, diventa molto articolato il processo di codificazione ed analisi della nobiltà a causa delle lingue ed usi diversi. Borella ha concluso il suo intervento con una breve presentazione della nuova opera "Enciclopedia genealogica delle Famiglie Imperiali, Reali, Sovrane o già Sovrane e delle casate Principesche, Ducali ed affini, anche non sovrane, in tutti gli Stati del Mondo", con excursus storico delle forme di nobiltà, e relative fonti repertuali di epoca moderna, dal XVIII - XXI secolo nelle varie Nazioni. E’ seguita una introduzione più approfondita ai volumi della stessa enciclopedia serie "Asiatica, III" con cenni più approfonditi sulla nobiltà dei seguenti Paesi e volumi: Giappone, India, Indonesia  e Thailandia. L’editore dell’Annuario ha poi dato la parola al pubblico presente, composto principalmente da esponenti di famiglie nobili piemontesi, che hanno posto varie domande, e chiesto approfondimenti sia sull’Annuario, sia sugli altri repertori nobiliari curati da Borella. La conferenza si è chiusa dopo quasi due ore di interessante dibattito, dibattito che ha toccato sia la storia degli almanacchi nobiliari sia del successo ottenuto dall’Annuario della Nobiltà.

A conclusione di ogni presentazione Andrea Borella ha annunciato che il suo saggio "Origine dei repertori nobiliari, dagli albori della storia sino ai nostri giorni e gli Almanacchi nobiliari periodici nel Mondo, dal XVII al XXI secolo", sul quale si sono basate le conferenze di presentazione, pubblicazione strenna  fuori commercio, verrà dato alle stampe e donato a coloro che parteciparono alle giornate di presentazione.


Un estratto dell'incontro di Milano,
alla presenza dei Principi Amedeo e Aimone di Savoia




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