U.M.I. - Unione Monarchica Italiana
NAPOLI: PRESENTATO "ITALIA. UN PAESE SPECIALE" DI ALDO MOLA A PALAZZO SERRA DI CASSANO

NAPOLI: PRESENTATO "ITALIA. UN PAESE SPECIALE" DI ALDO MOLA A PALAZZO SERRA DI CASSANORoma, Napoli, 3 Dicembre 2011 - Interessante mattinata all’insegna della cultura nella storica cornice del Palazzo Serra di Cassano, sede dell'Istituto Italiano di Studi Filosofici. L’Unione Monarchica Italiana, rappresentata dal Presidente Nazionale Avv. Alessandro Sacchi e dal Presidente del comitato campano Giannandrea Lombardo di Cumia, in collaborazione con l’Associazione Nazionale ex Allievi Nunziatella, rappresentata dal Presidente Giuseppe Catenacci, ha promosso un incontro per la presentazione dei volumi “Italia. Un paese speciale” del Prof. Aldo A. Mola.Dopo una concisa introduzione del Presidente Lombardo di Cumia, è stato il Dott. Catenacci il primo ad intervenire illustrando con una breve ma efficace disquisizione la partecipazione dei più illustri allievi della Scuola Militare Nunziatella ai moti risorgimentali che precedettero la nascita del Regno d’Italia. Il secondo intervento è stato poi curato dal Prof. Aldo Mola che ha di fatto presentato i suoi volumi approfondendo con trasporto accademico i più importanti passaggi della stagione risorgimentale e sottolineando i caratteri dei protagonisti con particolare riguardo alle figure minori. In pratica un affascinante ed esaustiva narrazione della vita politica e non solo delNAPOLI: PRESENTATO "ITALIA. UN PAESE SPECIALE" DI ALDO MOLA A PALAZZO SERRA DI CASSANO nostra Italia. È spettato infine all’Avv. Sacchi l’intervento conclusivo. Il Presidente, dopo aver ringraziato tutti i presenti e gli illustri intervenuti, ha chiuso brillantemente l’evento intraprendendo un discorso costellato di cenni storici e portato con pungente critica all’attualità politica della nostra Patria e non “paese” - importante distinzione - come è importante precisare che erroneamente oggi si parla del 1861 come l’anno dell’unità, territorialmente ottenuta nel 1918, e che è in realtà l’anno di nascita del Regno d’Italia sotto la giuda del Re Vittorio Emanuele II. Ampia la disamina politica con riferimento all’attuale momento che attraversano le nostre istituzioni e, come ha sottolineato Sacchi, con la speranza che il governo Monti non sia piuttosto un commissario liquidatore.

NAPOLI: PRESENTATO "ITALIA. UN PAESE SPECIALE" DI ALDO MOLA A PALAZZO SERRA DI CASSANO
Nelle foto dall'alto: gli interventi di Aldo Mola, di Alessandro Sacchi e (sopra) di Giuseppe Catenacci.
Nelle foto sottostanti Alessandro Sacchi e alcune panoramiche della sala.

VIDEO: L'INTERVENTO DI ALESSANRO SACCHI


L'intervista
SACCHI:
«LA MONARCHIA GARANTISCE L’UNITÀ»

di Flavia Palazzi da il quotidiano “Il Roma” di Sabato 3 Dicembre 2011

NAPOLI: PRESENTATO "ITALIA. UN PAESE SPECIALE" DI ALDO MOLA A PALAZZO SERRA DI CASSANO“Italia. Un Paese speciale”, questo il titolo della nuova opera, realizzata in quattro volumi, del professor Aldo Alessandro Mola, uno dei massimi storici del Risorgimento. I manuali sono ricchi di approfondimenti, illustrazioni inedite e mini biografie riferite a personaggi minori che hanno preso parte al Risorgimento. «I quattro assi di quel periodo furono Vittorio Emanuele II, Garibaldi, Cavour e Mazzini ma le altre quarantotto carte del Risorgimento sono poco note ai più» ha dichiarato il Presidente nazionale dell’Unione Monarchica italiana (U.M.I.), l’avvocato Alessandro Sacchi (nella foto). La presentazione dell’opera, che avverrà oggi alle 10,30 all’Istituto per gli Studi Filosofici, si inserisce infatti nella celebrazione che l’U.M.I. ha voluto per festeggiare i centocinquanta anni dalla proclamazione del Regno d’Italia. La reale unità territoriale, secondo i monarchici, si avrà nel 1918, cioè dopo l’annessione all’Italia di Trento e Trieste. Alessandro Sacchi esprime il punto di vista dei settantamila aderenti all’U.M.I.
Perché l’Italia è un paese speciale? «In primo luogo per motivi geografici. L’Italia è l’unico paese al mondo i cui confini politici corrispondono a quelli geografici, abbiamo il mare su tre lati e le Alpi a Nord. Inoltre il percorso istituzionale – antropologico delle genti d’Italia è assai singolare. Il primo documento storico in cui si parla di “terra Italia” è una lex agraria che ha duemila anni (111 a.c.). La straordinarietà di quel processo è che un popolo che già era tale da duemila anni, nel 1861 diventa una nazione, dunque prende coscienza di sé». NAPOLI: PRESENTATO "ITALIA. UN PAESE SPECIALE" DI ALDO MOLA A PALAZZO SERRA DI CASSANO
Cosa rappresenta per un monarchico la celebrazione del 1861? «Il 1861 è come un big bang per l’Italia, i cui effetti possono essere utili anche adesso perché fu una stagione di passioni ma anche di straordinari esempi morali che vanno mostrati alle nuove generazioni e a coloro che comandano. Vittorio Emanuele II andava in battaglia personalmente, rischiando la sua vita e quella dei figli. Cavour viveva mal tollerato a casa del fratello e la casa di Garibaldi a Caprera rappresenta una scelta di povertà. Mazzini morì a Genova da latitante ma era rispettato in quanto uomo dal grande rigore morale, inflessibile con se stesso e con gli altri. Erano persone potentissime che sceglievano di vivere sommessamente. Questi uomini, pur non andando d’accordo tra loro, furono gli artefici principali di quel movimento di pensiero che genericamente si definisce Risorgimento, ma senza del quale per andare a Roma, oggi, dovremmo usare il passaporto. La migliore gioventù d’Italia, nel processo di unificazione nazionale, ha dato la vita per onorare un’idea».
Quali sono i presupposti ideologici dell’Unione Monarchica italiana?
«L’U.M.I. è un’associazione politica, apartitica, fondata nel 1944, prima della campagna referendaria. Io sono il Presidente più giovane della storia del movimento, il primo nato in Repubblica. La nostra proposta istituzionale e costituzionale è riferita ad un modello europeo, dunque noi non proponiamo la Monarchia quale fu fino al 1946. L’U.M.I. pone all’attenzione di tutti l’Europa. Vi sono paesi europei, la Spagna, il Belgio, la Svezia, la Norvegia, la Danimarca, la Gran Bretagna, il Lussemburgo, che rappresentano un esempio splendido di democrazia, in cui è applicata la Monarchia, un meccanismo costituzionale che ovunque viene applicato funziona. Non vi è nessuna forma di nostalgia quando noi ci dichiariamo monarchici, aventi come riferimento Amedeo Duca d’Aosta».
NAPOLI: PRESENTATO "ITALIA. UN PAESE SPECIALE" DI ALDO MOLA A PALAZZO SERRA DI CASSANOA suo avviso cosa sarebbe diverso oggi se i Savoia guidassero l’Italia? «Se Amedeo fosse Re avremmo la sicurezza di un capo dello stato terzo ed imparziale. In assenza di un Re, un capo dello stato può essere terzo ed imparziale ma non sempre. Ci vuole fortuna ad avere un Presidente della Repubblica che riesca a spogliarsi dei pregiudizi e del proprio cursus onorum».
Perché il referendum del 2 giugno 1946 fu a sfavore della Monarchia?
«Il referendum si svolse in maniera irregolare e nelle dodici ore successive alla partenza del Re per l’esilio, furono fatte sparire le schede. Le schede per le elezioni del 1953 sono imballate in delle casse in qualche sotterraneo del Ministero degli interni. Quelle del referendum furono subito distrutte. Ci sono pubblicazioni molto dettagliate a riguardo, una è a cura del professor Mola: “Declino e crollo della Monarchia in Italia”. Esistono le dichiarazioni di Togliatti che disse al suo segretario “i parti difficili vanno assistiti e pilotati”. Io difficilmente parlo del passato, per me la Monarchia costituzionale appartiene al futuro».
In Italia esistono le premesse per l’instaurazione della Monarchia come istituzione “super partes”? «La storia ha molta più fantasia degli storici. Io ricordo quando nel 1994 un imprenditore della televisione, che si chiamava Silvio Berlusconi, si lanciò in politica. Nessuno poteva immaginare che sarebbe diventato il capo del governo per vent’anni. Quando ero ragazzo nessuno avrebbe previsto il crollo repentino dell’Urss e la dissoluzione del comunismo. Oggi il comunismo non esiste più ma le Monarchie prosperano. La storia ha molta fantasia e quella che oggi è un’utopia, stasera potrebbe diventare un’idea concreta ove mai gli italiani si rendessero conto che la Monarchia è un meccanismo costituzionale meno imperfetto della Repubblica. In Italia stanno sorgendo numerosi movimenti separatisti che sono l’effetto di una disgregazione morale dell’unità nazionale dovuta ad una demolizione dei miti che hanno fondato il nostro paese. Difendiamo l’unità morale, l’unità territoriale, le nostre tradizioni. C’era un’espressione con la quale gli uomini di stato concludevano il loro discorsi pubblici, fino al 1946, e cioè: “per il bene inseparabile del Re e della Patria”, perché il Re era il corpo mistico della Patria e la Patria era il corpo mistico del Re. La Monarchia unisce non divide».

INDIETRO


U.M.I - Unione Monarchica Italiana - via Riccardo Grazioli Lante 15/A ROMA
Unione dei Club Reali d'Italia