U.M.I. - Unione Monarchica Italiana


COMUNICATI STAMPA

LA CONSULTA DEI SENATORI DEL REGNO RIGUARDO ALL'ELEZIONE DI ALESSANDRO SACCHI
   
Alessandro Sacchi    La Consulta dei Senatori del Regno esprime sentiti rallegramenti al  Collega avv. Alessandro Sacchi, già Vicepresidente Vicario dell’Unione Monarchica Italiana per la sua elezione a Presidente ad interim della più antica e prestigiosa associazione monarchica italiana. La  Presidenza della Consulta prenderà contatti con il Presidente Sacchi per concordare l’attuazione di iniziative in programma.
    Nell’occasione rinnova l’affettuoso augurio per la Persona del Collega  e Presidente  dell’UMI, avv. Gian Nicola Amoretti, e l’espressione di fervida amicizia per il Segretario nazionale dell’UMI, comm. Sergio Boschiero.

 Roma, 16 ottobre 2010         
Il Presidente della Consulta dei Senatori del Regno
Aldo Alessandro Mola
DATA: 20.10.2010

RIUNITA A ROMA LA GIUNTA ESECUTIVA: ALESSANDRO SACCHI ELETTO PRESIDENTE NAZIONALE A.I.
   
Alessandro Sacchi, Presidente nazionale U.M.I. a.i.    Si è riunita a Roma la Giunta esecutiva nazionale dell'U.M.I.. Preso atto, su comunicazione del Segretario nazionale Sergio Boschiero, della infermità che ha colpito il Presidente nazionale Avv. Gian Nicola Amoretti, nella temporanea impossibilità dello stesso di esercitare la funzione rappresentativa dell'Associazione, ed auspicando una sua rapida guarigione, i componenti della Giunta, all'unanimità, hanno eletto Presidente nazionale ad interim l'Avv. Alessandro Sacchi, già Vice Presidente nazionale vicario.
    Al Presidente Sacchi gli auguri dell'Associazione.
Roma, 16 ottobre 2010.
DATA: 16.10.2010

SOLO AL PANTHEON LE SALME DEI SAVOIA
   
il Ministro della Difesa Ignazio La Russa    Alessandro Sacchi e Sergio Boschiero, rispettivamente Vice-Presidente naz. vicario e Segretario naz. dell'U.M.I. (Unione Monarchica Italiana), in merito alle lodevole proposta del Ministro della Difesa Ignazio La Russa, per la sepoltura in Patria delle salme dei Sovrani di Casa Savoia morti in esilio, hanno rilasciato la seguente dichiarazione congiunta:

    “Un vivissimo plauso al Ministro La Russa per la nobile proposta.
    Ovviamente le spoglie dei nostri ultimi Re e delle Regine possono trovare sepoltura solo nel Pantheon di Roma, accanto agli altri Sovrani e ciò soprattutto per ragioni di continuità storica.
    Il Pantheon fu indicato come luogo di sepoltura dei Re e delle Regine d'Italia dal Consiglio Comunale di Roma e dal Governo alla morte del primo Re d'Italia Vittorio Emanuele II (1878)”.
Roma, 16 ottobre 2010.

I Sovrani sepolti in terra straniera
DATA: 16.10.2010
  
LA REPUBBLICA DI SALO' L'8 SETTEMBRE NON ERA ANCORA STATA FONDATA

    In merito alle singolari polemiche su l'8 Settembre, Gian Nicola Amoretti e Sergio Boschiero, rispettivamente Presidente e Segretario nazionale dell’Unione Monarchica Italiana (U.M.I.), hanno rilasciato la seguente dichiarazione congiunta:

    “L’8 Settembre ricorda l'armistizio, che portò alla rottura della scellerata alleanza con la Germania nazista, e celebra i primi atti militari delle Forze Armate italiane contro i tedeschi, tanto che l'esempio-simbolo più esaltato è quello dei Granatieri di Sardegna a Roma che si sono eroicamente battuti a Porta San Paolo e altrove.
    La Repubblica di Salò fu fondata solo alla fine del Settembre 1943.
    Alla Resistenza aderirono 600.000 (seicentomila) soldati italiani di ogni ordine e grado, catturati e deportati dai tedeschi; essi rimasero fedeli al giuramento prestato di fedeltà al Re, unico Capo legittimo dello Stato.
    Con questa motivazione i militari del Regio Esercito, della Regia Marina e della Regia Areonautica, nonché gran parte del Corpo Diplomatico italiano, rifiutarono l'adesione alla R.S.I.
    Le accese polemiche in atto su l'8 Settembre dimostrano che esistono divisioni di fronte alle quali sembra, purtroppo, ancora impossibile rispondere con il linguaggio della pacificazione nazionale.
    E' il lungo protrarsi delle conseguenze della guerra civile.”

Roma, 9 Settembre 2008

                Sergio Boschiero                                                Gian Nicola Amoretti
                Segretario Nazionale                                           Presidente Nazionale
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DATA: 09.09.2008
   
ONORE ALLE GUARDIE D’ONORE (SE SVOLGONO IL LORO COMPITO ISTITUZIONALE SENZA INTERFERIRE IN QUESTIONI NON DI LORO COMPETENZA).

    Nel numero di marzo-aprile 2008 il notiziario dell’Istituto  Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon  pubblica articoli su una sedicente consulta dei senatori e sulla successione dinastica in Casa Savoia. Tali scritti contengono affermazioni che non rispondono ai fatti e documentano  la totale mancanza di senso delle istituzioni del principe Vittorio Emanuele di Savoia, che (stando a quanto pubblica detto notiziario) mirò a barattare la propria condizione personale con la vita della Consulta, così calpestando il nome e la dignità della Casa di Savoia.
    La Consulta nulla ha da aggiungere a quanto noto e risaputo sulla propria storia e sulla successione in Casa Savoia. Deve però deplorare e deplora che, abusando della nostra pazienza, il notiziario “Guardia  d’Onore” da tempo avalli opinioni su questioni che non sono di sua competenza. L’Istituto venne fondato ed esiste per onorare le Reali Tombe del Pantheon, non per farsi strumento  diretto o indiretto di  privati cittadini che un giorno chiedono risarcimenti allo Stato un altro cercano voti all’estero, sempre con esiti screditanti per la memoria di Casa Savoia.
    Mentre le Guardie si dedicano al loro “servizio”, insofferenti di strumentalizzazioni, consta che lo scorso gennaio 2008 è stata chiesta formalmente la cancellazione di Vittorio Emanuele di Savoia da presidente onorario di un Istituto che da tempo interferisce in questioni non di sua competenza e le cui crescenti difficoltà nascono dal suo interno.
    La Consulta ha il dovere di tutelare e tutelerà la verità dei fatti. 

Roma, 25 aprile 2008                  
                                                                                       Aldo Alessandro Mola
                                                                     Presidente della Consulta dei Senatori del Regno  
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DATA: 25.04.2008
 
COME RAFFAELE LOMBARDO, LEADER DEL MOVIMENTO PER LE AUTONOMIE, GIUDICA L'UNITA' D'ITALIA REALIZZATA DAL RISORGIMENTO

    Riportiamo le dichiarazioni di Raffaele Lombardo rilasciate ad Aldo Cazzullo e riportate dal Corriere della Sera (pag.2 e pag. 13) del 23 Marzo 2008.
    “C'è una sola cosa che mi sta a cuore più del Ponte: la revisione storica. Non sono contro l' unità nazionale; non mi conviene. Però è tempo che l' intera nazione prenda coscienza del male che ci ha fatto Garibaldi: l' unità ci ha portato sottosviluppo, immigrazione, e un genocidio chiamato brigantaggio, con gli insorti impiccati, bruciati vivi e denigrati come banditi.
    La conquista savoiarda ha depredato le casse del Banco di Sicilia e ha impedito la nascita di uno Stato federale sotto il coordinamento di un sovrano, magari del Papa”.
    L'intervista continua con una pioggia di sentenze piovuta dall'alto con la classifica dei siciliani che il Lombardo giudica “buoni” e di quelli “cattivi”.
    Fra i “cattivi” anche Giovanni Verga, Pirandello, Tomasi di Lampedusa.
    Naturalmente nessun voto monarchico o comunque patriottico deve andare a Raffaele Lombardo e al suo Movimento per le Autonomie.


Roma, 25 Marzo 2008

                Sergio Boschiero
                                                                Segretario Nazionale U.M.I.
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DATA: 25.03.2008
 
PROPOSTA U.M.I.: NEL XXV DELLA MORTE DI UMBERTO II RIUNIAMO PROVVISORIAMENTE TUTTI I SAVOIA MORTI IN ESILIO NELL’ABBAZIA DI ALTACOMBA

    Ricorrendo lo scorso 18 marzo il XXV della morte in esilio del Re Umberto II (18 Marzo 1983) e, per tale anniversario, Gian Nicola Amoretti e Sergio Boschiero, rispettivamente Presidente e Segretario nazionale dell’Unione Monarchica Italiana, hanno diffuso la seguente dichiarazione congiunta, che è stata ripresa dalle più importanti agenzie di stampa italiane:

    “Nel rendere un commosso omaggio alla luminosa figura del Re Umberto II, lanciamo un appello al popolo italiano perché le spoglie di questo Re e degli altri Sovrani sepolti in terra straniera trovino un giorno la storica sepoltura nel Pantheon.
    In attesa di questo evento pacificatore attiviamoci perché le salme del Re Vittorio Emanuele III e della Regina Elena (il Re è sepolto ad Alessandria d’Egitto, mentre la Regina si trova nel cimitero di Montpellier) siano provvisoriamente traslate nella storica Abbazia di Altacomba (Savoia francese) nella quale hanno già trovato provvisoria collocazione il Re Umberto II e la Regina Maria José. In tal modo tutti i Sovrani saranno più vicini al confine italiano in attesa che maturino i tempi per la loro definitiva sepoltura nel Pantheon a Roma.
    Altacomba risale al 1300 e ospita le salme dei Conti, Duchi, e Sovrani di Casa Savoia. Fu devastata dalle soldataglie della rivoluzione francese e restituita all’antico splendore dal Re di Sardegna Carlo Felice. La Savoia è legata alle origini della Dinastia che ha realizzato l’unità d’Italia”.

Roma, 19 Marzo 2008

                Sergio Boschiero                                                Gian Nicola Amoretti
                Segretario Nazionale                                           Presidente Nazionale
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DATA: 18.03.2008


SOLIDARIETA' AL TIBET

    In merito alla repressione cinese nel Tibet, Gian Nicola Amoretti e Sergio Boschiero, rispettivamente Presidente e Segretario nazionale dell’Unione Monarchica Italiana, hanno rilasciato la seguente dichiarazione congiunta:

    “L’Unione Monarchica Italiana (U.M.I.) esprime la sua solidarietà al popolo del Tibet, sottoposto in questi giorni ad una brutale repressione degna di un regime totalitario incapace di rassegnarsi alla fatale fine del comunismo.
    Il sacrosanto anelito di libertà ha visto come primi protagonisti delle manifestazioni popolari i monaci buddisti tibetani.
    Questa esposizione dei monaci ci consente di esaltare il ruolo positivo di quelle religioni che, dalla Polonia Cattolica alla Grecia Ortodossa ieri e dalla Birmania al Tibet oggi, si sono battute e si battono senza fanatismi per la libertà dei rispettivi popoli.”

Roma, 16 Marzo 2008

                Sergio Boschiero                                                Gian Nicola Amoretti
                Segretario Nazionale                                           Presidente Nazionale
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DATA: 16.03.2008
 
SESSANTESIMO DELLA COSTITUZIONE:
PERCHE’ NON POSSIAMO UNIRCI AI FESTEGGIAMENTI

    In merito alle celebrazioni ufficiali per il 60° anniversario della Costituzione, Sergio Boschiero e Gian Nicola Amoretti, rispettivamente Segretario nazionale e Presidente dell’Unione Monarchica Italiana (U.M.I. – la più antica associazione monarchica –), hanno rilasciato la seguente dichiarazione congiunta:

    “Nel ribadire il nostro rispetto per la Costituzione vigente, non possiamo che rinnovare il nostro dissenso per l’articolo 139 della stessa che esclude la possibilità di un nuovo referendum istituzionale sulla forma dello Stato.
    Trattasi di una “blindatura” illiberale della Costituzione stessa che preclude alla stragrande maggioranza degli italiani, quelli che non erano ancora nati o non avevano l’età per partecipare al discusso referendum istituzionale del 2 Giugno 1946, la possibilità di esprimersi anche in futuro sulla scelta fra Monarchia e Repubblica.”

Roma, 23 Gennaio 2008

                Sergio Boschiero                                                Gian Nicola Amoretti
                Segretario Nazionale                                           Presidente Nazionale
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DATA: 23.01.2008

LA CONSULTA DEI SENATORI DEL REGNO DEPLORA LA FORZATA RINUNZIA DI PAPA RATZINGER
UN GIORNO TRISTE PER LO STATO

    La rinuncia di papa Benedetto XVI a tenere lezione nell’Università “La Sapienza” di Roma è una pagina triste per lo Stato: è  e rimarrà motivo di vergogna per quanti credono ai principi che hanno animato il Risorgimento e la nascita del Regno d’Italia. 
    Oggi Benedetto XVI, teologo di chiara fama, rinuncia a esporre il pensiero suo e dell’Istituzione che rappresenta perché, sotto grave minaccia, non  ne viene garantita la libertà in una Università italiana: luogo non di ricerca scientifica né di dialogo tra colti ma di tracotante intolleranza.
   Questa vicenda prova l’irreversibile declino delle istituzioni: onerose e impotenti esse non rappresentano più il comune sentire dei cittadini.
    La Consulta ricorda che la vigente repubblica s’impose il 13 giugno 1946 con un colpo di Stato e che Re Umberto II lasciò l’Italia per evitare incidenti in nome suo. Sessantadue anni dopo troppe emergenze perdurano.
      
     Roma, 15 gennaio 2008                  
                                                                                       Aldo Alessandro Mola
                                                                     Presidente della Consulta dei Senatori del Regno  
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DATA: 15.01.2008

SOLIDARIETA’ AL PAPA
SCANDALOSA L’OCCUPAZIONE DEL RETTORATO

L’Unione Monarchica Italiana (U.M.I.) esprime la piena solidarietà al Papa Benedetto XVI per le gravissime intimidazioni subite in merito alla visita all’Università di Roma “La Sapienza”, ora annullata.
E’ inconcepibile che in un Paese formalmente democratico, nel quale si progettano e si edificano centinaia di luoghi di culto di altre fedi, si ostacoli la libertà del più alto Esponente della Chiesa Cattolica, nella quale si identifica la gran parte degli italiani.
Scandalosa la occupazione del Rettorato che dimostra l’assenza dello stato di fronte all’eversione.

Gian Nicola Amoretti, Presidente nazionale
Sergio Boschiero, Segretario nazionale

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DATA: 15.01.2008

RIGUARDO ALLA RICHIESTA DI RISARCIMENTO DANNI ALLO STATO ITALIANO DEI SAVOIA EX ESILIATI

Abbiamo raccolto in un'unica pagina tutti gli interventi, comunicati e le dichiarazioni riguardante la richiesta di risarcimento danni nei confronti dello Stato italiano, da parte dei due Savoia ex-esiliati.

LEGGI


DATA: 17.12.2007

IL PERIODO DEI TORBIDI

Dichiarazione del Segretario Nazionale dell'Unione Monarchica Italiana Sergio Boschiero:


    I camionisti, spesso ignorati dai ministeri competenti, hanno fatto sentire la loro protesta, paralizzando le strade italiane.
    Il ministro Bianchi aveva risposto con il pugno di ferro: la precettazione.
Il risultato è stato inglorioso e l'autorevolezza del Governo è andata a pezzi.
I camionisti se ne sono infischiati degli ukaze, i blocchi sono rimasti e, con i blocchi, i gravissimi disagi della popolazione.
    Niente carburante nei distributori, niente ambulanze attive, scarsità di generi alimentari, circolazione nel caos.
    Il Governo Prodi dovrebbe dimettersi, si dimetta, se ne vada!
Pietro Nenni caratterizzò il referendum istituzionale del 2 Giugno 1946 con lo slogan ricattatorio “O LA REPUBBLICA O IL CAOS”.
E' stato un “buon” profeta perché abbiamo l'una e l'altro.

Roma, 12 Dicembre 2007

Sergio Boschiero
Segretario Nazionale U.M.I.


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DATA: 12.12.2007


AI REPUBBLICANI NON BASTO' IL CONTESTATISSIMO REFERENDUM: NELLA COSTITUZIONE INTRODUSSERO L'ESILIO E CONFISCARONO I BENI DEL RE

    Confermo la dichiarazione diffusa a nome dell'U.M.I. ai media e firmata anche dal Presidente Nazionale U.M.I. Gian Nicola Amoretti e concordo con il comunicato della Consulta dei Senatori del Regno.
    I Savoia ex esiliati hanno scelto il tempo meno opportuno per rivendicare risarcimenti per l'esilio subito.
    Se solo avessero fatto una riflessione sulla grave crisi economica, con un'Italia “ricca” di otto milioni di poveri e di altri milioni di italiani che non riescono ad arrivare a fine mese, avrebbero evitato la pronta reazione contraria dei media e il rigurgito antimonarchico, che ha esposto Casa Savoia ed i monarchici ad attacchi feroci, storicamente infondati e degni del peggiore sanculottismo.

Questa la mia valutazione sugli articoli vessatori introdotti nella Costituzione repubblicana:

    nell'ipotesi (opinabile) che il referendum sia stato regolare, le conseguenze in caso di vittoria della Repubblica avrebbero comportato la decadenza del Re e del Regno come forma istituzionale dello Stato.
    Il Re avrebbe lasciato il Quirinale e le altre residenze a Sua disposizione come Capo dello Stato.
    Spettava al Re decidere se allontanarsi dall'Italia per evitare l'esplosione di passioni contrapposte e sarebbe spettato sempre a Lui valutare i tempi del Suo rientro, una volta placati gli animi.
    L'introduzione dell'esilio e l'impossessamento forzato dei beni del Re da parte dello Stato repubblicano sono stati un abuso ispirato da livore vendicativo e dal calcolo antidemocratico di impedire “ope legis” un ritorno della Monarchia, anche con mezzi democratici.
    L'introduzione nella Costituzione dell'articolo 139, che impedisce un nuovo referendum sulla forma dello Stato, obbedì alle finalità sopra descritte.
    Se al referendum del 2 Giugno 1946 avesse invece vinto la Monarchia, non sarebbero stati esiliati gli esponenti del fronte repubblicano soccombente (da De Gasperi a Nenni, da Togliatti a Romita) né sarebbero stati avocati dallo Stato i loro beni.
    La disparità delle conseguenze referendarie ha implicato una disparità di trattamento ai danni della Monarchia.
    Dicevano di voler abolire ogni privilegio con l'avvento della Repubblica, invece hanno privilegiato la Repubblica blindando la Costituzione con le norme transitorie e finali e con l'art. 139.
    I Savoia ex esiliati farebbero bene a studiare il problema prima di intraprendere iniziative avventate e foriere di risultati negativi.

Sergio Boschiero
Roma, 22 Novembre 2007
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DATA: 22.11.2007

I BENI DEI SAVOIA

In merito all'iniziativa avviata da Vittorio Emanuele di Savoia e da suo figlio Emanuele Filiberto, Gian Nicola Amoretti e Sergio Boschiero, rispettivamente Presidente e Segretario nazionale dell'Unione Monarchica Italiana (U.M.I.) hanno rilasciato la seguente dichiarazione congiunta:

“Ancora una volta Vittorio Emanuele ed Emanuele Filiberto, con la recente iniziativa di richiedere un risarcimento allo Stato, per i modi ed i tempi prescelti, hanno danneggiato l'immagine di Casa Savoia e la stessa causa monarchica offrendo, tra l'altro, il pretesto ai critici della Corona di scatenare un processo storico demagogico e di parte.
L'U.M.I., la più antica e numerosa associazione monarchica, fondata nel 1944 in Roma liberata e prediletta dal Re Umberto II, contesta a questi Savoia il diritto di coinvolgere la Corona, della quale non sono i depositari, in iniziative non consone al rispetto che questa antica e benemerita istituzione merita.
Approviamo le chiare e dignitose dichiarazioni rilasciate sull'argomento dal Principe Amedeo di Savoia”

Roma, 21 Novembre 2007
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DATA: 21.11.2007

LE VIOLENTE TIFOSERIE DELL’ANTICA ROMA E QUELLE DI OGGI

“Narrano gli storici che ai tempi di Nerone si erano verificati, nello stadio di Pompei, gravi incidenti con diversi morti e feriti; causa dei disordini presunte irregolarità nelle gare ginniche riservate alla gioventù dell’agro nocerino.
L’Imperatore Nerone squalificò lo stadio per alcuni anni ed esiliò il prefetto della città.
I disordini violenti verificatisi poche ore fa a Roma e in altre città italiane non pongono tanto o soltanto il problema della loro repressione, quanto, piuttosto, quello di capire cosa ci sia stato, oltre il giovane tifoso drammaticamente colpito, alla base della rabbiosa violenza.
A mio avviso anche le ultime violenze si collegano all’abbassamento del livello di vita della popolazione, all’impoverimento del ceto medio, alle sempre più incerte prospettive sul futuro dei giovani, agli scandali ed alla litigiosità di una classe politica sempre più impresentabile ed insensibile al “grido di dolore” che si leva da ogni parte d’Italia.
Mi inchino commosso alla figura del tifoso Gabriele Sandri ed esprimo solidarietà alle Forze dell’Ordine.”
Sergio Boschiero

Roma, 12 Novembre 2007

DATA: 12.11.2007


RISPOSTA A DILIBERTO: LENIN RESTI IN RUSSIA



Dichiarazione di Sergio Boschiero, Segretario nazionale dell’Unione Monarchica Italiana (U.M.I.):

    “La translazione in Italia della costosissima mummia di Lenin equivarrebbe ad un insulto nei confronti delle innumerevoli vittime del comunismo, a cominciare dalla Famiglia Imperiale russa.
    Il nome di Lenin anticipa la ferocia di Stalin ed a volte la supera.
    In Italia dovrebbero, invece, trovare la loro storica sepoltura i nostri Re e le nostre Regine tuttora sepolti in terra straniera.
    Lenin riconquisterà un po’ di umanità se lo seppelliranno a San Pietroburgo, nel cimitero, accanto alla madre”.

Sergio Boschiero

Roma, 6 Novembre 2007


DATA: 06.11.2007


MONARCHIA E FEDERALISMO

    Dichiarazione di Sergio Boschiero, Segretario nazionale U.M.I.:

"Non esiste incompatibilità fra istituzione monarchica e federalismo.
    Il Risorgimento realizzò l’unità d’Italia sotto la guida di Casa Savoia che, unica nella nostra penisola, rischiò tutto sfidando il potente Impero austro-ungarico.
    La cultura del tempo risentiva fortemente dell’influenza napoleonica; da questa era partito il metodo delle annessioni.
    L’Italia risorgimentale conferì molti poteri ai sindaci, dotò le nuove province di forti competenze, protesse i dialetti e le lingue locali, valorizzò il teatro dialettale, l’insegnamento elementare obbligatorio, garantì la libertà religiosa, adottò un codice penale e un codice civile, realizzò - già prima del 1910 - una rete ferroviaria più estesa dell’attuale, mentre la marina mercantile stava fra le prime del mondo, la burocrazia statale era efficiente ed onesta, fu creata la Dante Alighieri per la diffusione della lingua italiana nel mondo e per offrire ai nostri emigrati scuole adeguate; in sintesi il Regno d’Italia portò alla modernità e al progresso.
    La Lega esalta il buongoverno austriaco del Lombardo Veneto ma, già nel 1861, il Piemonte Sabaudo poteva vantare una percentuale di analfabeti molto più bassa del Lombardo Veneto e di tutte le altre regioni d'Italia.
    Oggi, in un’Italia che si sta impoverendo, con tensioni sociali che potrebbero portare a torbidi, con un crescendo dell’antipolitica, una scelta federalista con la repubblica sarebbe problematica a causa della pessima immagine dello Stato e di un senso unitario debole.
    Solo una rinnovata Monarchia, con la sua forte carica simbolica, potrebbe garantire decentramento e unità nazionale.
    Da noi, salvo la compatta minoranza di lingua tedesca in Alto Adige, non esistono regioni o province con lingue diverse o con marcate differenze religiose e culturali. Questa realtà abbastanza omogenea non creerebbe le complicazioni del Belgio dovute alle marcate differenze linguistiche e culturali.
    Non comprendiamo come mai la Lega Nord attacchi senza motivo il Risorgimento e Casa Savoia quando il centralismo è diventato insopportabile con la Repubblica, mentre durante il Regno lo Stato funzionava.
    La Lega Nord non ha il monopolio del federalismo.
    La demagogia non porta da nessuna parte."

Sergio Boschiero

Roma, 19 Settembre 2007


DATA: 19.09.2007


SI CACCIANO I LAVAVETRI MA MOLTI DISTRIBUTORI 
I VETRI NON LI LAVANO

Dichiarazione di Sergio Boschiero, Segretario nazionale U.M.I.:

“Quando certi sindaci emettono degli “ukaze” contro i lavavetri, farebbero bene a chiedersi prima come i cittadini automobilisti potrebbero ovviare alla cessazione di questa “comodità”.
    Si pensa subito ai benzinai, ma la benemerita categoria, anche quando si fa il mezzo pieno, ha sempre fretta, fa finta di non vedere e solo una minoranza lava il parabrezza delle autovetture e quasi sempre su richiesta del conducente. Figuriamoci con un rifornimento per 10 o 20 euro.
    Va, inoltre, registrata la crescita dei distributori automatici che non consentono servizi accessori.

Così un eccesso di regole, per lo più demagogiche, complica sempre di più la vita quotidiana della gente ed i “grilli parlanti” trovano ascolto.
    I racket, se esistono, vanno duramente repressi, le prepotenze dei singoli lavavetri pure, ma non impediteci di dare anche un minimo obolo a chi ci rende un servizio.”

Sergio Boschiero

Roma, 11 Settembre 2007


DATA: 11.09.2007


OMAGGIO AD ELTSIN

Icona della Famiglia Imperiale Russa

Dichiarazione di Sergio Boschiero sulla scomparsa dell'ex-presidente russo Boris Eltsin

DATA: 25.04.2007


RUTELLI E PASSANNANTE



Boschiero risponde al Ministro Rutelli in merito alla lettera inviata al Sindaco di Savoia di Lucania

DATA: 24.03.2007


COMUNICATO STAMPA

 
Sabato 3 febbraio il Delegato Provinciale di Modena per l’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon Massimo Nardi si è recato alla questura di Modena con un mazzo di fiori e una lettera di cordoglio per la morte dell’Ispettore Capo di Polizia Filippo Raciti. Il delegato è  stato ricevuto dal Questore il quale ha apprezzato il gesto di solidarietà nei confronti dell’agente caduto - che era anche una Guardia d’Onore - ed ha fatto deporre i fiori alla targa che ricorda i caduti.


DATA: 05.02.2007


L’U.M.I. NON ADERISCE ALLA CONVENZIONE MONARCHICA

DATA: 30.01.2007


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