Unione Monarchica Italiana

La Principessa Maria Gabriella alla presentazione del libro
"La tragedia sconosciuta degli Italiani di Crimea"


SANTA MARGHERITA LIGURE (GE) Sabato 29 Settembre 2007, presso la Sala Congressi

dell’Hotel “Regina Elena”, l’Unione Monarchica Italiana, in collaborazione con l’Associazione per le tradizioni liguri “A Coalinn-a”, ha organizzato la presentazione dell’ultimo libro del Prof. Giulio Vignoli e di Giulia Giacchetti Boico: “La tragedia sconosciuta degli Italiani di Crimea”.
All’evento era presente S.A.R. la Principessa Maria Gabriella di Savoia che, assieme a S.A.R. il Principe Aimone di Savoia, ha contribuito al finanziamento per la stampa del volume.

La Principessa, il giorno precedente, ha inaugurato l’apertura al pubblico di alcune sale,

recentemente restaurate, di Palazzo Reale a Genova.

Prima dell’incontro si è tenuta una conferenza stampa in cui S.A.R. la Principessa, il Presidente

nazionale dell’Unione Monarchica Italiana Avv. Gian Nicola Amoretti e l’Autore, hanno illustrato ai giornalisti la storia sconosciuta dei nostri connazionali trasferitesi in Crimea e deportati dal Regime sovietico durante la seconda guerra mondiale. La Principessa ha sottolineato l’importanza che la Fondazione “Umberto II e Maria José” ha in campo culturale e il dovere morale di dover approfondire anche quegli eventi (come il caso degli italiani di Crimea) che la storia ufficiale ha voluto dimenticare.

Durante la presentazione del libro, introdotta e moderata dall’Avv. Gian Nicola Amoretti, il

numeroso pubblico ha tributato una calorosissima accoglienza alla Principessa Maria Gabriella.

Il Governatore de “A-Coalinn-a”, Dott. Alfredo Bertollo, ha parlato della co-autrice Giulia

Giacchetti Boico, figlia di deportati, raccontando come con la sua determinazione si sia riusciti a realizzare il volume, contattando molti dei sopravvissuti alla tragedia.
Bertollo ha narrato che la comunità italiana più grande si è trasferita in Crimea prevalentemente fra il 1840 e il 1860. Erano per lo più originari della Puglia e formarono una comunità di duemila  persone che si dedicavano all’agricoltura. Con l’avvento del Fascismo in Italia cominciarono le prime discriminazioni che culminarono nella deportazione di massa del gennaio 1942 (e una seconda nel marzo 1943) nei gulag in Kazakistan, raggiunti dopo un estenuante viaggio fra le navi e i vagoni blindati del treno. Fra gli italiani che erano emigrati in Crimea vi erano anche molti oppositori del Fascismo che, sperando di trovare tranquillità nella Russia sovietica, avevano optato per quei territori. Anche a loro spettò la stessa fine: la tragica deportazione nei gulag.

Dei più di 2000 italiani deportati solo un 10% riuscì a ritornare in Crimea. La stessa sorte toccò a

migliaia di tartari, di armeni, di ceceni e persino di tedeschi che si erano trasferiti in Crimea.
A differenza di questi ultimi, gli italiani non sono stati riconosciuti come deportati politici in quanto la loro emigrazione risaliva a tempi troppo antecedenti e non sono stati conservati documenti che attestassero la loro originaria nazionalità (durante le deportazioni era concesso loro portare solo un foglio di riconoscimento ma nessun documento).

Il Prof. Giulio Vignoli, dopo aver letto una lettera di Giulia Giacchetti Boico in cui salutava e

ringraziava i presenti, ha dato lettura di alcune toccanti testimonianze dei deportati, suscitando commozione in sala. L’illustre docente universitario ha poi analizzato la situazione giuridica italiana che, con una legge del 1992, dava la possibilità di restituzione della cittadinanza a chi ne avesse goduto in precedenza ed ai figli nati quando i genitori erano cittadini italiani. Quando questa legge è entrata in vigore non è stata comunicata alla superstite comunità in Crimea che comunque, non disponendo di documenti, non avrebbe potuto ottenere la cittadinanza. Vignoli ha concluso con un appello alle Istituzioni affinché si possa risolvere questa annosa situazione.

All’incontro era presente il Senatore Alfredo Biondi che ha promesso di farsi portavoce  della

questione, sottoponendo ai suoi colleghi un’interpellanza parlamentare a riguardo.
Tutte le numerose copie del libro – scritto in tre lingue: italiano, russo e ucraino – sono andate esaurite nel giro di pochi minuti.

Un ringraziamento particolare va alla Famiglia Ciana che ha messo a disposizione la sala congressi,

a Giuliana Zoppi e Giovanna Ulleri che hanno minuziosamente organizzato l’evento.



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La tragedia dimenticata degli italiani di Crimea

La tragedia dimenticata degli italiani di Crimea

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La tragedia sconosciuta degli italiani di Crimea

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La tragedia dimenticata degli italiani di Crimea

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