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Il Caso Miotto e la bandiera epurata

 
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NON HANNO RISPETTO
NEMMENO DEI MORTI


    Il 2 gennaio 2011 il nostro sito per primo ha denunciato un caso di epurazione di una bandiera sabauda, orgogliosamente sfoggiata dal Caporale degli Alpini Matteo Miotto, morto in Afghanistan. La notizia, partendo dal nostro comunicato stampa, ha cominciato a circolare e molti giornali ne hanno parlato. Riproponiamo le due fotografie e il nostro comunicato.
 
 il Caporal Maggiore Matteo Miotto, nella foto originale con la bandiera Sabauda
il Caporal Maggiore Matteo Miotto, nella foto censurata
    Riproponiamo la foto originale e l'immagine "ufficiale", censurata e diffusa dai mezzi di informazione.

    Dichiarazione congiunta di Alessandro Sacchi e Sergio Boschiero, rispettivamente Presidente nazionale a.i. e Segretario nazionale dell’Unione Monarchica Italiana (U.M.I.), la pių numerosa ed antica associazione monarchica del nostro Paese:

    “Sulla prima pagina del quotidiano veronese “L’Arena” di oggi vediamo pubblicata la foto del Caporal Maggiore degli Alpini Matteo Miotto, tragicamente ucciso lo scorso venerdė in Afghanistan, che mostra una Bandiera del Regno d’Italia con le firme di amici e la visibile scritta “Thiene”, suo paese di origine. 
    Rimaniamo basiti nel rivedere la stessa fotografia diffusa dai mezzi di informazione nazionali e non, epurata dello scudo sabaudo. Persino a pagina 3 della stessa “Arena” viene riproposta l’immagine ritoccata.
    La Censura oggi, proprio all’inizio del 150° anniversario della Proclamazione del Regno d’Italia, ha ancora cosė paura della simbologia della nostra storia, tanto da arrivare a mancare di rispetto ad un soldato caduto mentre svolgeva il proprio lavoro?
    Sconcertati per l’accaduto, ci stringiamo attorno alla Famiglia di questo ragazzo che ha dato tutto per la nostra Patria  e che vede, con questa operazione mediatica, tradito il ricordo del proprio caro. ”

Roma, domenica 2 gennaio 2011


Alessandro Sacchi
Presidente naz. U.M.I.
Sergio Boschiero
Segretario naz. U.M.I.

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