U.M.I. - Unione Monarchica Italiana
Wolfgang Oppenheimer
con Vittorio G. Cardinali
"LA STRAORDINARIA AVVENTURA DEL PRINCIPE EUGENIO"
L'Achille sabaudo al servizio degli Asburgo


LA STRAORDINARIA AVVENTURA DEL PRINCIPE EUGENIO


PRESENTAZIONE

In un anno di particolare rilievo per la storia di Torino, l'Associazione Immagine per il Piemonte non poteva lasciare nel cassetto il determinante anniversario del trecentesimo arniniversario dell'Assedio del 1706 senza mettere in campo una serie di iniziative - una pubblicazione, una mostra e un convegno internazionale in sinergia con il Consiglio regionale del Piemonte - sul principe Eugenio di Savoia Soissons, un condottiero dalla visione europea, figura molto amata dai soci, dai simpatizzanti e dagli amici del nostro Sodalizio culturale.
Fu protagonista vittorioso della guerra di successione spagnola (1701-1714), il primo vero "conflitto" mondiale esploso nel cuore dell'Europa trecento anni fa. Una guerra che sarebbe servita da modello per l'alleanza anglo-americana - sottolinea Marc Fumaroli - tenacemente perseguita nell'ultimo conflitto da Winston Churchill, discendente e biografo di Marlborough, il "fratello d'armi" di Eugenio.
In questa biografia, La straordinaria avventura del Principe Eugenio. L'Achille sabaudo al servizio degli Asburgo, scritta da Wolfgang Oppenheimer nel 1979, che oggi presentiamo ampliata e aggiornata in molte sue parti, la storia ribadisce, a distanza di tre secoli, l'importanza dei rapporti tra Piemonte e Austria, nel più ampio contesto europeo. Perché se gli austriaci del Settecento creavano il mito del principe di origini sabaude per le sue gesta militari e la sua magnificenza di mecenate, onorando innanzitutto un italiano, oggi i piemontesi possono riscoprire la grandezza del condottiero al servizio dell'Impero, così trascurato sotto la Mole e così amato nella capitale asburgica.
Né si può dimenticare come Torino e Vienna siano due città europee con molti punti in comune: entrambe orbitano su un fiume, hanno notevoli spazi verdi, in particolare la collina, vantano una notevole vitalità culturale e sono state capitali di illustri monarchie. Savoia e Asburgo hanno retto per secoli le sorti di un piccolo regno transalpino e di un grande impero transnazionale: due casate alternativamente alleate e nemiche, che hanno salvato gli antichi domini e il trono grazie ai servigi di uno stratega dalla triplice nazionalità (francese, italiana e austriaca), il feldmaresciallo imperiale Eugenio di Savoia. Due regni crollati nel XX secolo a causa di terribili conflitti mondiali.
Stratega e diplomatico, uomo di Stato e fautore della cultura, questo personaggio vissuto tra il 1663 e il 1736 è visto in modo diverso al di qua e al di la delle Alpi. Per l'Austria è stato nn grande, ma da noi cosa si sa di Eugenio, che Federico di Prussia considerava uno dei più grandi condottieri di tutti i tempi? Poco o niente, perché l'Italia si lascia rubare quello che le appartiene.
Proprio per colmare questa grossa lacuna e sottolineare con un'iniziativa culturale privata l'importanza non solo italiana e piemontese, ma la grandezza e il respiro europeo di Eugenio, fin dal 1994 la nostra Associazione ha curato numerose iniziative sulla figura del principe per rendere omaggio al grande condottiero e all'uomo politico che fra i primi ebbe una visione globalizzante dell'Europa.
Torino 1706. Vale la pena rileggere quanto scrisse un nostro grande giornalista del secondo dopoguerra, Filippo Burzio: "E non è senza commuovere la fantasia dello storico a patetiche considerazioni, il fatto che la battaglia di Torino del 1706, in cui la fortuna personale di Eugenio si congiunse, felicemente, per un tempo, alla fortuna della sua patria e della sua Casa - costituisca uno dei momenti culminanti, se non addirittura l'apice, di quella riscossa europea contro la tirannide del Re Sole, che ad Eugenio (suo massimo esponente e promotore) procura insieme la gioia della grande riuscita militare e politica, e quella della vendetta personale! Sabaudia liberata - Io triumphe - intona dalla sua tromba la Fama, nella medaglia commemorativa della vittoria, coniata dal duca di Savoia: nel recto i due cugini sabaudi si abbracciano, mentre in alto una nube oscura il sole, supremo emblema del Re di Francia".
Di buon auspicio al lettore leviamo i calici nel ricordo del principe Eugenio come si usava fare ai suoi tempi in Inghilterra (segnalato da Pietro Terzolo del Centro Studi Eugeniani):

Drink, drink, drink we then
A flowing glass to Prince Eugene

(Beviam, beviam, beviam ordunque /
un bicchiere traboccante al Principe Eugenio).



Vittorio G. Cardinali
Presidente dell'Associazione Immagine per il Piemonte
Torino, 7 settembre 2006




Wolfgang Oppenheimer abita sul lago eli Lugano nel Canton Ticino, nella Svizzera italiana, dal 1931. E quindi molto Vicino olla nostra realtà culturale e politica, che segue quotidianamente sui mass media.
D'origine tedesca - è nato a Monaco di Baviera nel 1923 - ha frequentato il Collegio Papio e si è laureato in economia a Zurigo. Cittadino di Ascona, è vissuto per lunghi periodi in Inghilterra e negli Stati Uniti. Gli studi storici sono al centro dei suoi interessi, unitamente all economia. Oppenheimer travasa nella sua opera le diverse culture che hanno contribuito alla sua formazione: la tedesca e l' italiana, oltre a quella francese e anglosassone. La sua biografia su Eugenio di Savoia (pubblicata in Italia negli Anni 80 per interessamento di Indio Montanelli), scritta dopo oltre sette anni di studi negli archivi di tutta Europa, è da sempre al centro dell'attenzione di chi riconosce negli avvenimenti storici la fonte essenziale del nostro essere e divenire. Nel 1993 ha ricevuto il prestigioso Premio Friedrich Schiller a Strasburgo (Francia) con "Laudatio" dell'arciduca Otto d Asburgo. Esperto di astrologia, Oppenheimer ha pubblicato nel 1994 un libro che analizza l'influenza dei pianeti sul destino dell'Europa in base alle personalità e alla loro costellazione cosmica. Nel volume Dal Piemonte all'Europa. Eugenio di Savoia Soissons, edito dall'Associazione Inmiagine per il Piemonte nel 1994, ha curato il saggio l'oroscopo del "Nobile Cavaliere".

Vittorio G. Cardinali (Torino 1961) è scrittore, saggista e giornalista professionista. Si occupa fin dal 1980 di studi storici locali e inizia a collaborare con enti culturali, associazioni, quotidiani e periodici piemontesi. I suoi interessi sono rivolti principalmente alla storia del Piemonte e delle Comunità, delle monarchie, alla genealogia e all'archivistica. Opera presso il laboratorio di restauro Guido Nicola. il Premio Grinzane Cavour e la Fondazione Pietro Accorsi. Nel 1992 fonda l'Associazione Immagine per il Piemonte, sodalizio culturale nato per rivalutare l'immagine della regione e diventa il direttore del periodico "Immagini dal Piemonte all'Europa", ora su web. Tra le testate alle quali collabora: i quotidiani "Torino Cronaca", "Il Giornale del Piemonte", "La Padania", "L'Osservatore" e le "Gazzette". Nel 2003-06 ha fatto parte dell'Esecutivo dell'Associazione Stampa Subalpina e nel 2006 è stato eletto nel Collegio dei Probiviri. Dall'anno accademico 2005/06 è coordinatore del corso "Storie e Gente di Piemonte" all'Istituto di cultura Teknotre di Torino. Tra le sue pubblicazioni: Vincenzo troya. Vita e opere di un educatore piemontese (1983); Il monte dei sette castelli. Magliano Alfieri nelle immagini di ieri e di oggi (1989); sillogie di studi su Eugenio di savoia Soissons (1994) e nel `96 Volòire. Dalla Venaria Reale a Milano, per "Immagine per il Piemonte". Cura il libro Un Santo un Conte un Borgo. Trittico maglianese (1998) Premio Vittorio Riolfo 1999 e Scrigni sipari piume e velette. Storia delle Signore sabaude (2003). E-mail: vittoriog.cardinali@tin.it


L'Associazione Immagine per il Piemonte (via Legnano 2/b, 10128 Torino) è un sodalizio nato da un gruppo di persone che operano nel mondo della comunicazione, della scuola, dell'arte e del lavoro per ricreare le condizioni culturali e di costume che permettano al Piemonte di far propria una "nuova inmmagine", più consona alle tradizioni e maggiormente in sintonia con i tempi. Si propone un'inversione di rotta, perché la Regione sbauda per antonomasia ha bisogno di essere conosciuta per quello che ha saputo essere e per quanto, certamente molto, ancora potrà dare alla storia della civiltà d'Italia e d'Europa. Informare, stimolare, organizzare: sono questi gli obiettivi primari dell'Associazione, perché solo attraverso una migliore conoscenza e comprensione della realtà regionale si può pensare seriamente ad individuare e a promuovere un'immagine per il Piemonte.
La quota d'iscrizione per il 2007 è di: 50 euro per socio ordinario, 70 euro sostenitore, 20 euro giovane (fino a 20 anni), 5 euro studente (fino a 18 Anni),
250 euro benemerito.
Informazioni e iscrizioni:
Segreteria tel. 335 216045, fax 011.380.22.38, e-mail: presidenza@immaginiperilpiemonte.it, sito www.immagineperilpiemonte.it



ALZANI EDITORE
pagg. 255. - Euro 18,00
ISBN 88-8170-301-7
INDIETRO



U.M.I - Unione Monarchica Italiana - via Riccardo Grazioli Lante 15/A ROMA
Unione dei Clubs Reali d'Italia