Qual è la
verità storica sugli ultimi giorni della Monarchica in Italia?
E' possibile che la Repubblica si fondi su un referendum tecnicamente
nullo? E chi è il successore dinastico di Umberto II? In questo
libro Aldo A. Mola offre dati certi che rovesciano molti luoghi comuni:
gli elettori erano circa 28 milioni; oltre 3 milioni vennero esclusi
dal voto; con 12 milioni 700 mila preferenze la Repubblica ebbe appena
il 45 per cento. Sulla base di numerosi documenti inediti (come alcune
lettere del Re in esilio al figlio Vittorio Emanuele), l'autore
ricostruisce il ruolo di Casa Savoia nella formazione e nella vita
dello Stato dal Risorgimento alla partenza di Umberto II per
il Portogallo, rispondendo anche a domande fondamentali sulle
origini travagliate dell'ordinamento repubblicano. Senza mai perdere il
distacco dello storico e grazie ad un approfondito lavoro di archivio,
Mola analizza per la prima volta in dettaglio i verbali elettorali,
evidenzia innumerevoli brogli, voti dubbi, pasticci, errori, omissioni,
e giunge a conclusioni sconvolgenti.
***
"Sessant'anni fa l'Italia diventava una repubblica e
il Re Umberto II di Savoia si rifugiava in Portogallo, in un esilio da
cui non sarebbe più tornato. Sul referendum che sancì il
cambio di regime si è sempre molto discusso e alcuni storici
hanno cercato di dimostrare che la vittoria della repubblica fu
ottenuta con una gigantesca frode elettorale. Ma qual è la
verità storica sugli ultimi giorni della monarchia in Italia?
Perché il Consiglio dei ministri sottrasse a Umberto II i poteri
di capo dello Stato e li conferì al presidente Alcide De Gasperi
prima che la Corte di cassazione si pronunciasse sui brogli? È
possibile che la nostra repubblica sia fondata su un referendum che
avrebbe dovuto essere annullato? E chi è il legittimo successore
di Umberto II? In questo libro, Aldo A. Mola rovescia molti luoghi
comuni sulla monarchia italiana e sulla sua fine avvalendosi di
numerosi documenti inediti (come alcune lettere del re in esilio al
figlio Vittorio Emanuele), e rícostruísce il ruolo di
Casa Savoia nella formazione dello Stato dal Risorgimento
all'Unità, dalle imprese coloniali a Giolitti, alla prima guerra
mondiale, fino all'avvento del fascismo, alle leggi razziali, al
disastroso coinvolgimento nella seconda guerra mondiale e a quel
fatidico 13 giugno 1946 in cui l'aereo di Umberto II lasciò la
pista di Ciampino alla volta del Portogallo. Il sovrano partì da
Re, convinto di tornare presto, invece il 18 giugno venne proclamata la
repubblica e il 23 ottobre 1947 l'Assemblea costituente lo
condannò all'esilio perpetuo.
In queste pagine l'autore risponde anche ad alcune delle domande
fondamentali sulle origini travagliate del nostro ordinamento
repubblicano. Senza mai perdere il distacco dello storico e grazie a un
approfondito lavoro di archivio, analizza per la prima volta in
dettaglio i verbali elettorali originali, trovando innumerevoli buchi,
voti dubbi, pasticci, errori e omissioni e giungendo a conclusioni
sconvolgenti. La forma dello Stato fu decisa dalla Corte suprema di
cassazione, che fissò il quorum sulla base dei soli voti validi,
anziché dei votanti: se fosse stato calcolato sulla base dei
votanti, come voleva la legge, il vantaggio della repubblica sarebbe
crollato da 2 milioni a 250.000.
È possibile considerare questo scarto sufficiente, vista la
grande incertezza sui dati e l'impossibilità di controllare le
schede, che - secondo il ministro della Giustizia Togliatti - erano
«forse» state distrutte già pochi giorni dopo il
voto? E su questo interrogativo che si fonda la nostra storia
repubblicana.
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Aldo A. Mola
(Cuneo, 1943) dirige il Centro europeo Giovanni Giolitti per lo studio
dello Stato a Dronero (Cuneo). Dal 1971 ha dedicato a Giolitti e alla
sua epoca numerosi saggi, tra i quali L'età giolittiana (1971),
Storia dell'amrninistrazione provinciale di Cuneo dall'Unità al
fascismo, 1859-1925 (1971), Stampa e vita pubblica di provincia
nell'età giolittiana (1971), Giovanni Giolitti: grandezza e
decadenza dello Stato liberale (1978), Giolitti, lo statista della
nuova Italia (Mondadori 2003). Già condirettore editoriale de Il
Parlamento italiano, 1861-1992 (Nuova Cei, 24 voll.), è autore,
fra l'altro, di Storia della massoneria italiana dalle origini ai
nostri giorni (Bompiani 2001), Storia della monarchia in Italia
(Bompiani 2002), Silvio Pellico: carbonaro, cristiano e profeta della
nuova Europa (Bompiani 2005), Giosue Carducci: scrittore, politico,
massone (Bompiani 2006).
Isbn: 978-88-04-57988-5
Prezzo: Euro 12,00
OSCAR STORIA Monadadori