Antonio Spinosa
"LUIGI XVI. L'ultimo sole di Versailles"

Antonio
Spinosa, quotato autore di biografie storiche (per tutte ricordiamo
quella dedicata a Vittorio Emanuele III per l’innovativa
impostazione) ha pubblicato la prima biografia moderna su Luigi XVI
dove, con acume e competenza, ribalta lo stereotipo del monarca
incapace e goffo, ne rifiuta i numerosi luoghi comuni privilegiandone
il misconosciuto aspetto di statista.
Luigi XVI, salito al trono nel 1774 fra gli
entusiasmi popolari, uomo colto e appassionato lettore dei classici,
adottò decisioni innovative quali l’emancipazione delle
amministrazioni periferiche dal potere centrale, l’abolizione
della servitù della gleba nei demani reali, della tortura e
della pena di morte (reintrodotta dai rivoluzionari…),
l’adozione di provvedimenti per i bambini abbandonati e della
vaccinazione contro il vaiolo, il riassetto delle forze armate ( cui
ufficiali saranno reclutati per meriti conseguiti sul campo), la
trasformazione del Louvre in museo di Stato, miglioramento delle
prigioni. I tentativi di risanare le finanze, stremate dalla guerra con
l’Inghilterra (e non dalle spese di corte, che pesavano solo del
6 % sul bilancio…) furono ostacolati dall’azione
corporativa dei Parlamenti e dalla più retriva nobiltà,
responsabile di violente campagne denigratorie contro Luigi e Maria
Antonietta, di cui si impossesseranno i rivoluzionari.
I suoi 18 anni di regno – per come emerge dal
volume di Spinosa – pur con delle ombre rappresentarono
l’ultima era di pace per la Francia, scaraventata dagli
estremismi rivoluzionari e anticristiani, fino al 1815, in un vortice
infernale di persecuzioni e guerre.
Luigi morirà il 21 gennaio 1793 sulla
ghigliottina “in odium Fidei”, come lo celebrò Pio
VI nell’allocuzione “Quae lacrimae” del 17 giugno
successivo (riportata in appendice assieme al nobile testamento del Re
e al resoconto sugli ultimi momenti prima della morte da parte del
confessore).
F.A.
Le Scie – Mondadori,2007
pagg. 243 - Euro 18,00
ISBN 88-04566-75-2
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