U.M.I. - Unione Monarchica Italiana
VIA MEDINA: L’ESPERIENZA EDUCATIVA DI GIORGIO NAPOLITANO

Giorgio Napolitano a Che tempo che fa Fabio Fazio       Domenica 22 maggio 2016, nel salotto progressista della Rai, ovvero durante la trasmissione “Che tempo che fa” condotta dal giornalista Fabio Fazio, è stato intervistato il Presidente emerito della repubblica italiana, On. Giorgio Napolitano. L’occasione era la presentazione del suo ultimo libro ma, nella mezz’ora di intervista, Napolitano ha parlato anche dei suoi trascorsi e della sua esperienza politica. Dopo circa 20 minuti di intervista Fazio, dopo che l’ospite ha disquisito di Europa ed ha elogiato la riforma costituzionale di Matteo Renzi, fa una domanda sul 2 giugno e sul referendum. Napolitano ricorda che era un ventenne e che per poche settimane non ha potuto votare. L’Emerito dice di essere stato fuori dall’agone politico e di non aver partecipato alla campagna elettorale ma ricorda che alcuni giorni dopo, in una Napoli dove la Monarchia ebbe più dell’80% dei voti,  che “c’era anche una parte di popolino monarchico isterizzato che non voleva accettare il risultato e un giorno, che era esattamente l’11, ancora alla vigilia della proclamazione definitiva del risultato di vittoria della repubblica, ci fu un assalto armato alla sede della federazione del Partito Comunista in cui io ero lì come studente comunista. Durò ore e ore l’assalto del popolino monarchico, di dimostranti monarchici. Addirittura riuscirono a fare uscire dai binari un tram per sfondare il portone di questo palazzo, salirono per le scale sparando e poi intervenne la polizia.”
Fazio interrompe dicendo “Comportamento molto poco regale”, frase ripetuta dal Presidente emerito che aggiunge: “Poi, intendiamoci, ci furono nove dimostranti che rimasero sul terreno quando la polizia intervenne, quindi fu una cosa veramente molto, molto dura e fu un’esperienza molto educativa per me, come stare lì dentro assediati e capire quale solco si era aperto nel popolo napoletano”.
Una toccante testimonianza diretta di come i cattivi monarchici isterizzati assalirono i poveri comunisti, tra cui vi era il giovane Napolitano, che hanno dovuto subire una terribile aggressione.
Peccato che i nove caduti monarchici erano tutto fuorché sanguinaria assalitori. Nove ragazzi, coetanei del Napolitano di allora, alcuni anche più giovani, che morirono falciati dal fuoco della polizia ausiliaria predisposta da Giuseppe Romita. Napoli versò un tributo di sangue non da poco, anche perché molti monarchici morirono nei giorni successivi in seguito alle ferite riportate. E di questi nessuno vuole parlare.
Quella di Napolitano non è l’unica testimonianza di come andarono i fatti allora, dentro la federazione comunista vi erano anche altre persone che hanno raccontato come le cose siano state vissute là dentro. E ci auguriamo che presto vengano fuori, con buona pace della storiografia ufficiale.



IL VIDEO DELL'INTERVISTA A NAPOLITANO
I FATTI DI VIA MEDINA DAL MINUTO 21.28






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