U.M.I. - Unione Monarchica Italiana
L'ADDIO A GIAN NICOLA AMORETTI

L'ADDIO A GIAN NICOLA AMORETTIMercoledì 8 febbraio 2107 Gian Nicola Amoretti, all'età di 71 anni, ci ha lasciati. Per gravi problemi di salute si era dovuto ritirare nella sua Rapallo, costretto a letto a causa dei gravissimi postumi di un arresto cardio-circolatorio che aveva minato per sempre il suo modo di rapportarsi con il mondo. Sono stati sei lunghissimi anni, da quel maledetto agosto 2010, in cui i suoi famigliari gli sono stati accanto, dovendo affrontare una situazione pesantissima, indescrivibile.
Gian Nicola ha avuto una lunga carriera politica sia in ambito locale (tra i vari incarichi è stato sindaco di Rapallo all'inizio degli anni '90 e poi Consigliere Provinciale) sia in ambito nazionale dove è stato un esponente di spicco del Partito Liberale e della DC. Ma il suo cuore ha sempre battuto in primis per la Causa monarchica che, fino all'ultimo, persino durante gli anni della malattia, è stata la maggiore fonte di soddisfazione. Uomo di fiducia di S.A.R. il Principe Amedeo di Savoia, è stato il fautore dell'operazione che riportò Sergio Boschiero nell'Unione Monarchica Italiana. Era il novembre del 2001 e da Peschiera del Garda, in occasione della commemorazione del noto Convegno del 1918, alla presenza delle LL.AA.RR. i Principi Amedeo e Aimone di Savoia, si annunciava il rilancio della storica sigla U.M.I. con Gian Nicola Amoretti presidente e Sergio Boschiero segretario. Da allora cominciò un floridissimo periodo di attività monarchiche che vedevano il duo Amoretti-Boschiero girare l'Italia in lungo e in largo, riuscendo a dare nuova linfa vitale ad un ideale che viene da lontano e guarda al futuro.
L'ADDIO A GIAN NICOLA AMORETTI
Amoretti, oltre al curriculum politico, poteva vantare una carriera accademica e giornalistica di primo piano, ma è il suo lato umano che ci piace ricordare di più. La sua indiscussa signorilità ed una  classe innata si conciliavano perfettamente con il carattere determinato ma mite. Era l'uomo al quale ci si rivolgeva per appianare un litigio, aveva sempre una buona parola per tutti e trovava ogni volta di placare gli animi quando si esacerbavano. Il Presidente perfetto per il mondo monarchico dove, spesso e volentieri, si vivono dei contrasti basati sul nulla. Con una pazienza proverbiale affrontava qualsiasi interlocutore e trovava una soluzione perché, secondo lui, già per il fatto che una persona fosse monarchica era motivo per andarci d'accordo. Ovviamente non serbava lo stesso trattamento agli avversari politici, dai quali non si faceva i certo sopraffare. Con il suo comportamento davvero regale è rimasto impresso in chiunque, anche al di fuori dell'ambiente monarchico, lo abbia conosciuto.
La cosa che più mi è rimasta impressa di Gian Nicola era la sua vitalità e l'entusiasmo, quasi da ragazzino, che non ci si aspettava in una persona del suo calibro. Partiva carico di entusiasmo per qualsiasi evento monarchico, ogni incontro con lui diventava un'avventura. Non posso contare le volte che sono partito in auto da Varese, con tappa a Rapallo per poi andare in giro per l'Italia. Ogni volta lo trovavo con il sorriso, emozionato perché si andava a fare qualcosa di monarchico, dalle cerimonie ufficiali all'andare a scrivere con la vernice “W il Re!” in territorio anarchico. La forza che infondeva Gian Nicola era tangibile e ancora adesso ne subisco la carica perché lui, fino all'ultimo, è stato un ragazzo del Fronte Monarchico Giovanile, un vero militante. Questa sua forza è il fulcro dei racconti di chiunque abbia avuto a che fare con lui, perché era davvero contagiosa.
Quando penso a lui i bei ricordi divertenti hanno il sopravvento su tutto, sì, perché con Gian Nicola si lavorava tanto ma divertendosi. Non potrò mai dimenticare le telefonate notturne, abitudine diffusa con tutti i suoi amici e collaboratori più stretti. Una volta alle 3 di notte mi squillò il telefono di casa e lui, dall'altra parte della cornetta mi disse: “Scusa Davide, non ti ho mica svegliato?”. Come si poteva non voler bene ad una persona così particolare e così positiva?
L'ADDIO A GIAN NICOLA AMORETTI La sua devozione verso Casa Savoia penso sia stata unica. L'attaccamento che aveva nei confronti di S.A.R. il Principe Amedeo era sbalorditivo. Credo che avrebbe volentieri dato la vita per il Duca, un'abnegazione che dimostrava quanto credesse davvero alla Causa.
Il suo rapporto con Sergio Boschiero, due amici che sapevano divertirsi nel lavorare per quello in cui credevano, era quasi da manuale: perfetti e complementari, dove non riusciva ad andare uno ci arrivava l'altro ed è stato soprattutto grazie a questo portentoso binomio che l'U.M.I. ha vissuto un periodo di straordinario rilancio.
La malattia purtroppo ha stroncato questo fantastico sogno che stavamo vivendo. Andare a trovare Gian Nicola era difficile perché con il ricordo che avevamo di lui, vederlo costretto all'immobilità e impossibilitato nel parlare era davvero straziante. Ma il suo sguardo e il suo sorriso quando lo si aggiornava sulle novità monarchiche, sulla manifestazioni U.M.I. svolte, sulle novità di Casa Savoia, dimostrava quanto quella passione verso il comune ideale fosse tutt'altro che sopita, anzi. Fino all'ultimo è riuscito a gioire per i nostri successi, che erano suoi successi, anche se non poteva più prendervi parte. La gioia di quando gli feci vedere il filmato proiettato in occasione della festa per i 70 anni dell'U.M.I. non me la potrò mai dimenticare, come non potrò mai dimenticare quando Sergio Boschiero lo andò a trovare e rimase senza parole, tanto che dovette sedersi e scoppiò in lacrime per le condizioni difficili in cui versava l'amico. Sono scene che rimarranno indelebili nel mio cuore, come indelebile rimarrà l'immagine dell'amore che la famiglia gli ha dato in questi anni. L'anziana madre, anche lei scomparsa pochi mesi fa, passava le giornate tenendogli la mano e trasmettendogli quell'amore infinito che solo una madre può provare per il proprio figlio. Un abbraccio particolare alla sorella Cristina che parlava di Gian Nicola con il sorriso, nonostante la drammaticità della situazione, perché vedeva la forza che ancora stava in lui e la valorizzava rispetto al dramma umano.L'ADDIO A GIAN NICOLA AMORETTI
Alla moglie Carla, ai figli Umberto e Carlo, e ai nipotini che hanno dovuto viversi un nonno speciale, che non li ha potuti portare in giro come qualsiasi nonno, ma che ha dato comunque loro tutto l'amore necessario, va il nostro più sincero affetto perché grazie a loro Amoretti continua ad essere tra noi. Hanno dovuto vivere un dramma inenarrabile ma ce l'hanno fatta trovando una forza invidiabile.
Gian Nicola se ne è andato ma a lui dobbiamo tanto sia da un punto di vista monarchico che da quello umano e, come accaduto per Sergio Boschiero, rimarrà per sempre nel cuore di chi ha avuto il privilegio di conoscerlo. Pensare che nel giro di due anni abbiamo perduto i due principali protagonisti del monarchismo del vecchio e del nuovo millennio è doloroso e sconfortante, ma proprio per Loro, per Gian Nicola e per Sergio, dobbiamo trovare la forza di andare avanti con ancora più entusiasmo di prima, proprio per non tradire il loro insegnamento e per onorare la loro vita dedicata alla Monarchia. Così avrebbero voluto, così dobbiamo fare per loro.
Gian Nicola, uomo di profondissima fede, si accinge a fare il suo ultimo viaggio. Non possiamo che ringraziarlo per quello che ha fatto e per quello che ci ha lasciato e credo che il modo migliore per ricordarsi di lui sia con quella frase che ripeteva sempre quando ci si salutava e che rappresentava il suo credo e la sua vitalità: “Viva il Re!”
Ciao Gian Nicola, grazie per tutto, sarai sempre con noi.

Davide Colombo, segretario nazionale U.M.I.

Roma, 8 febbraio 2017



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