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PERCHE' VOGLIAMO LA MONARCHIA?
Il problema
Monarchia-repubblica
resta per noi ancora aperto e le motivazioni che ci spingono a
sostenere democraticamente la riforma istituzionale del nostro Paese,
ponendo al vertice dello Stato la figura del Sovrano, sono molteplici.
Potremmo cominciare da quelle storiche,
a partire da quel giugno 1946
in cui venne messa in scena una drammatica vittoria di un fronte
repubblicano supportato dai
poteri forti internazionali... ma non dal popolo italiano! Questa
fondamentale parte della nostra storia patria viene molto spesso
liquidata come se si fosse svolto un tranquillo e "democratico"
referendum. Di tranquillo e democratico ci fu ben poco a cominciare dai
manifestanti monarchici vilmente ammazzati per le strade di Napoli,
passando per i giochi di prestigio eseguiti con le schede elettorali
dal mefistofelico duo Togliatti-Romita... Al giorno d'oggi nessuno
dotato di un minimo di intelligenza e di coscienza storica mette
più in dubbio che quello della repubblica sia stato un
"parto
pilotato" (per utilizzare le parole di Massimo Caprara, segretario
particolare del "Migliore") e questa violenza attuata nei confronti
della volontà popolare ancora oggi chiede giustizia.
Ma non c’è solo il
passato, anzi: un monarchico deve in
primis
guardare verso il futuro perché sa che il suo fine ultimo
è quello di avere al vertice dello Stato un Sovrano e non un
presidente.
Perché nel XXI secolo
dobbiamo sostenere con tutte le nostre
forze la Monarchia?
Per cominciare analizziamo la figura del Sovrano. Viene ad essere un
vero e proprio punto di riferimento per tutti, il simbolo
dell’Unità della Patria a cui ci si affeziona
perché
(oggi grazie al contributo dei media) lo vediamo nascere, crescere fino
al giorno in cui ci rappresenterà ufficialmente, momento in
cui
la simpatia e l’affetto si trasformeranno in profondo
rispetto.
Il Sovrano è una garanzia
maggiore rispetto ad un
rappresentante eletto poiché, sin dalla nascita,
è
destinato alla sua carica istituzionale ed il suo iter di
crescita
sarà segnato da un’educazione che lo
renderà consapevole e lo
metterà quotidianamente di fronte alle problematiche e ai
doveri che il
suo ruolo comporta. Il principale interesse privato del Re è
il
perseguimento dell’interesse pubblico, visto che la garanzia
e la
probabilità di conservare la corona per sé e per
i
discendenti sono tanto più alte quanto maggiore è
la
coincidenza tra azione regia e bene pubblico; mantenimento del trono e
benessere civile quindi coincidono. Per questo è necessaria
una
Monarchia ereditaria, la forma istituzionale in grado di assicurare al
meglio (per qualità e quantità)
l’autonomia dello Stato e
delle sue strutture essenziali (forze armate, diplomazia, magistratura,
alta amministrazione).
Siamo arrivati al problema centrale. Il
Monarca, come punto di
riferimento di tutta la Nazione, vera ed unica forza super partes, ci
assicura la sua indipendenza dai centri oligarchici di potere volti
(per definizione) ad agire nell’interesse di una parte
rispetto al
resto. Il Sovrano è l’unica Autorità
che nasce con una
legittimità non “partigiana”, lega a
sé in un vincolo
d’onore le grandi strutture dello Stato non per subordinarle
(per
esempio la magistratura giudica applicando le leggi in autonomia
rispetto anche alla Corona stessa) ma per sottrarle alle suggestioni
ricorrenti delle parti in nome di una superiore legittimità.
Come simbolo e come referenza istituzionale, la monarchia è
perciò l’espressione suprema e più
stabile, duratura nel
tempo e sottratta agli scossoni della successione, del principio
generalistico nella esperienza collettiva. L’Istituto
monarchico, in
quanto basato sulla successione ereditaria, sottrae il vertice dello
Stato al conflitto o comunque al gioco
degli interessi
particolaristici, siano essi fondati sul numero (il che
significa conquista
del vertice statuale mediante
il voto, sia esso parlamentare
oppure popolare), sulla ricchezza o sulla pressione massmediale. Lo
Stato dovrebbe essere
il luogo istituzionale dell’interesse comune come
rappresentante del “tutto” rispetto alle
“parti”; la maggiore garanzia
per rispecchiare questo concetto è uno Stato Monarchico.
In Italia abbiamo visto che, salve due
sole eccezioni (Enrico De Nicola
e Luigi Einaudi, di simpatie monarchiche), il presidente della
repubblica, che dovrebbe essere la massima autorità super
partes, si è dimostrato essere comunque il
rappresentante di una
fazione che ha contribuito ad eleggerlo e alla quale è
debitore.
Oltre a questo si potrebbe fare una critica a questa repubblica,
analizzando la crisi nella quale da troppo tempo (forse da sempre?) si
trova. Ma questo è un punto che ogni cittadino della
repubblica
italiana riesce ad approfondire benissimo da solo!
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