U.M.I. - Unione Monarchica Italiana
Articolo tratto dal quotidiano “Italia Nuova”, diretto da Enzo Selvaggi  - 8 Giugno 1946

NUMEROSI MORTI E FERITI A NAPOLI PROVOCATI DAGLI AGENTI MANDATI DAL NORD

Bandiere nei quartieri popolari

   Dopo gli incidenti della giornata, Napoli all'alba di oggi si è risvegliata in  uno sventolio di bandiere tricolori con lo stemma sabaudo. Specialmente nei quartieri popolari si può dire che non c'era balcone senza la sua bandiera. Il fenomeno di questa manifestazione spontanea, checché se ne pensi e malgrado le deformazioni, non può che riuscire profondamente significativo....
  A questo proposito vorremmo che le autorità si preoccupassero di evitare zeli eccessivi, specie da parte di taluni reparti di polizia ausiliaria composti da nativi dell'Italia settentrionale. Il contegno di taluni di questi ha contribuito moltissimo ad aumentare 1'eccitazione popolare. Alcuni reparti montati su autocarri hanno percorso le vie della città cantando "Bandiera Rossa". Da ogni parte ci vengono segnalati episodi di violenza e di mancanza di calma.

Sopraffazioni brutali

   Alle ore 16.30 di oggi, durante una pacifica manifestazione di popolane e ragazze in via Vergini, un bambino di 12 anni è stato violentemente colpito alla testa da un colpo di manganello usato da un ausiliario della polizia. II ragazzo e morto e il cadavere è rimasto al centro della strada per oltre un'ora tra l'eccitazione popolare vivissima.
   Il presidente dell'U.M.I. ha richiesto al Questore di far rientrare i reparti di polizia ausiliaria e della Celere, i quali per la loro particolare violenza engono indicati dalla folla come la "pulizia repubblicana". Il presidente dell'U.M.I. ha fatto presente che declina ogni responsabilità relativamente all'ordine pubblico.
   Nella mattinata si è improvvisamente formato in grande corteo in piazza Carlo III con bandiere e ritratti di Re Umberto. Il corteo si e diretto verso Porta Capuana, it rettifilo, l'Università. Nei pressi dell'edificio universitario la Celere è intervenuta facendo uso delle armi contro la folla. Ne è nato un violento conflitto nel corso del quale la Celere e rimasta sopraffatta. Reparti di truppa armata, intervenuti nella piazza, hanno bloccato le strade e hanno tentato di disperdere i dimostranti. Si lamentano due morti e numerosi tra i feriti sono in condizioni disparate; Russo Carlo fu Ciro, ferito da arma da fuoco al cranio e Cristiano Vincenzo fu Antonio, colpito da proiettile al basso venire. Numerosi dimostranti hanno riportato ferite al cuoio capelluto e al volto, provocate dai manganelli della polizia ausiliaria.
   A sera la situazione in città permane gravissima. Sembra che la polizia non sia più in condizione di controllare completamente l'ordine pubblico. I manifestanti in via Roma erano decine di migliaia. Anche in questa strada la polizia alleata ha sciolto gli sbarramenti di polizia ausiliaria e ha fiancheggiato il corteo dei dimostranti.
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